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Guida SEO a Google Plus: sopravvivere alla social search

L'integrazione imminente della social search con i contenuti provenienti da Google Plus è l'ennesimo segnale di una simbiosi sempre più forte tra Google e il suo social network.

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Se qualcuno pensava che la crescita inarrestabile dei colossi del settore come Facebook (sono state avviate le procedure per il collocamento in borsa, con una valutazione astronomica) e Twitter (raggiunti i 500 milioni di utenti poche settimane fa), avesse scoraggiato i tecnici di Mountain View, beh, si sbagliava.

Nemmeno il proliferare di social network di nicchia ma altrettanto agguerriti (Pinterest, di cui abbiamo parlato in questo post, su tutti), ha fatto vacillare la volontà ferrea di Google di farci innamorare, volenti o nolenti, della sua piattaforma sociale. Anzi, l'escalation di novità raggiunta in questi mesi, e culminata con il varo (già effettuato per la versione in inglese del motore) della social search definitiva, fa pensare che grazie (o, dovrei dire, per colpa) di Google Plus siamo forse vicini alla fine della SEO, per come l'abbiamo intesa finora.

E' veramente così? Search, Plus Your World costringerà tutti gli addetti al settore a dimenticare meta tag e Trust Rank, per dedicarsi a studiare gli algoritmi "conversazionali" del social network con la "G" maiuscola?
Ad oggi non conosciamo la risposta, ma quello che possiamo fare è cominciare a pensare a come utilizzare Google+ per la SEO del futuro. Con una piccola guida di sopravvivenza.

  1. Gli Obiettivi

Parlando di SEO, intendiamo sostanzialmente due finalità principali, ovvero l'acquisire visibilità sui motori di ricerca e il veicolare traffico web verso il proprio sito. In questo senso, e considerando le novità che Google+ introdurrà a breve nelle SERP (che il nostro Paolo ha descritto bene in questo post), gli obiettivi specifici a cui tendere sono:

. essere presenti in più SERP possibili per ricerche "personalizzate";
. comparire nel box "Related People and Pages" nella parte destra della pagina di ricerca;
. comparire nelle ricerche interne in Google+.

Soddisfare questi tre obiettivi significa sostanzialmente due cose:

1. dare vita a profili autorevoli;
2. essere inseriti in più cerchie possibili (ricordiamoci che, nel caso di una Brand Page, potremo aggiungere alle nostre cerchie solo utenti che l'hanno già fatto con noi);

  1. I fattori da considerare

Concentriamoci ora sul primo dei due punti (il secondo è, in gran parte, una diretta conseguenza del primo) e, quindi, sul concetto di "autorevolezza" in Google Plus. Comparire nelle ricerche "personalizzate" o essere inseriti nel box "Related People and Pages", sarà possibile solo se Google attribuirà ai nostri profili all'interno del suo social network una certa rilevanza, conferita dai seguenti fattori (come spiegato in questo articolo):

  • viralità di ciascun post: condivisioni, commenti, +1 (in quest'ordine);
  • numero di cerchie in cui si è stati inseriti;
  • portata totale del profilo (numero di cerchie in cui sono stati inseriti a loro volta i nostri "follower")
  • freschezza dei contenuti (non oltre le 72 ore);
  • frequenza di pubblicazione (almeno 2/3 post al giorno);
  • presenza di parole chiave nei nostri post.

Un'ulteriore cosa che dovremo tenere in considerazione è che il box "Related People and Pages" compare solo (o comunque molto più spesso) per ricerche "generiche" piuttosto che per ricerche relative a specifici prodotti/temi. Ad esempio comparirà molto probabilmente per ricerche come "fashion" o "moda", invece che per "jeans".

  1. Come fare

Per incentivare la propria autorevolezza, oltre a tenere bene a mente i fattori elencati sopra nella pianificazione della propria strategia editoriale, bisognerà dare rilevanza al profilo sia tematizzando la scheda informazioni (e in particolare il box "Mi presento") con le parole chiave e i "topic" inerenti al proprio settore; sia verificando (nel caso di una pagina Brand) il proprio profilo con i seguenti metodi;

  • link dalla Brand Page al proprio sito web (in fase di creazione della pagina);
  • link dal sito web alla Brand Page generando un "badge" da inserire nel sito (qui lo strumento per crearlo);
  • verifica tramite un form (disponibile a questo link, ma solo dopo essere stati aggiunti in almeno 1.000 cerchie);
  • identificarsi come "autori" dei propri contenuti (qui spiegano come fare).

Sarà propria cura poi segnalare il profilo (Brand Page) nel proprio sito web, nella newsletter aziendale (se presente) o nella firma delle proprie mail.

Per quel che riguarda i contenuti invece, bisognerà prepararsi a postare con costanza ("buchi" di oltre 72 ore fanno perdere rilevanza ad un profilo) e frequenza (almeno 2/3 volte al giorno). Sarà opportuno poi postare contenuti che contengano le parole chiave relative al settore in cui operiamo, soprattutto se siamo un brand che opera in un settore particolarmente di nicchia (per settori e tematiche di più ampio respiro invece, è un'indicazione che perde la quasi totalità del suo valore).

N.B. Un altro accorgimento, a livello di editing dei post, è questo: come spiegato qui, nelle SERP "personalizzate", tutti i contenuti relativi a post pubblicati su Google+ hanno uno snippet ricco di informazioni; in particolare, pare che i vari Title risultino accorciati poiché preceduti dalla dicitura "Nome Profilo – Google+".
Si consiglia dunque di utilizzare un breve titolo con cui iniziare ogni post, che sia di poche parole e in grassetto, che si ottiene con due asterischi (*) prima e dopo le parole da evidenziare.

  1. Iniziamo

Ed ecco, per finire, una piccola to do list operativa con i primi passi da compiere per sbarcare su Google Plus e prepararsi a sopravvivere nell'era della social search:

  1. aprire il proprio profilo (o la propria Brand Page);
  2. ottimizzare la tab "Informazioni" e verificare il profilo (nel caso di una Brand Page), seguendo le modalità elencate sopra;
  3. iniziare a pubblicare notizie relative al proprio settore, variando il più possibile i contenuti e utlizzando dei "titoli" che evidenzino le parole principali;
  4. postare almeno un paio di volte al giorno, per poi aumentare col tempo (e secondo le proprie risorse) la frequenza;
  5. ascoltare e conversare (la social SEO è, pur sempre, conversazione) :)

E voi? Avete già iniziato a considerare Google+ all'interno della vostra strategia SEO? O credete che la visibilità sui motori di ricerca continuerà ad essere determinata sempre e comunque dalla SEO tradizionale?

3 commenti su “Guida SEO a Google Plus: sopravvivere alla social search”

  1. Tattiche Marketing scrive:
    "Nella vita di tutti i giorni entriamo in contatto con tante persone, luoghi e cose. Ci sono gli amici e la famiglia, naturalmente, ma ci sono anche la squadra per cui facciamo il tifo, il bar di cui siamo affezionati clienti, le cause che ci stanno più a cuore e i programmi televisivi che non possiamo fare a meno di guardare"
  2. Civippo scrive:
    Molto interessante! Vorrei chiederti se hai un link alla fonte originaria! grazie mille!
    1. Andrea Sportillo scrive:
      Ciao, trovi tutte le eventuali fonti utilizzate linkate all'interno dell'articolo :)
      A presto,

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