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Perché aprire un account su Google Plus. Adesso.

A settembre 2011, dopo alcuni mesi di test con iscrizioni vincolate ad invito, apre definitivamente al pubblico Google Plus, autentica scommessa su cui si sarebbe dovuta innestare l'evoluzione "social" del motore di ricerca californiano.

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I tratti distintivi della piattaforma sono - in particolare -  un layout estremamente pulito e funzionale, una profonda integrazione con gli altri servizi di Google ed un'utilizzo che sembra essere diventato propedeutico alla visibilità sui motori di ricerca (ne abbiamo parlato qui).
A distanza di oltre un anno dagli esordi, con oltre 400 milioni di iscritti ormai raggiunti, cerchiamo di capire perché è davvero arrivato il momento di mettere da parte dubbi o timori reverenziali, ed aprire un account su Google Plus.

1. Aumentare la visibilità sui motori di ricerca

Il più importante beneficio apportato da Google+ è, senza dubbio, quella compenetrazione tra contenuti social e risultati di ricerca a cui Google ha affibiato il nome di "Search, Plus Your World". Questa funzionalità, già presente nella versione americana del motore di ricerca (e in arrivo nel nostro Paese), integra le pagine dei risultati con contenuti "personalizzati" a seconda dell'attività e della rete di relazioni di ciascun utente all'interno della piattaforma.
In sostanza, all'aumentare della propria rete di contatti/follower, maggiori saranno le possibilità di comparire tra le ricerche di questi utenti con un contenuto in target, sempre che l'utente navighi loggato con il proprio account Google. La possibilità di "pulire" i risultati da eventuali commistioni "sociali" viene effettivamente fornita, ma la navigazione "personalizzata" sarà quella impostata di default per ciascun utente.

2. Incrementare il traffico al sito web

Un secondo vantaggio dell'avere un account G+ è dato dalla possibilità di dare un contributo ulteriore in termini di visite al proprio sito implementando le cosiddette "informazioni sull'autore" nei risultati di ricerca, processo noto anche come Google Authorship. Questa funzionalità, dedicata a tutti gli autori di contenuti editoriali (che siano i post di un blog personale, piuttosto che gli articoli della sezione "news" di un sito), permette di arricchire i risultati di ricerca con la foto dell'autore e il link al suo profilo G+.
L'implementazione di questi dettagli (è un processo un pò elaborato, e viene spiegato qui) consente - secondo alcune statistiche - di beneficiare di un incremento dei click (CTR) sui propri risultati, che si traduce in un aumento degli accessi al sito.
Inoltre, la presenza del "volto" dell'autore nei risultati rappresenta una scelta strategica a livello di comunicazione: "umanizzare" il brand significa infatti conferire all'azienda trasparenza e fiducia, dando visibilità alle "persone" che vi lavorano.

3. Dare nuova vita a contenuti editoriali pubblicati altrove

Una volta creato un profilo su Google+ non sarà necessario - almeno in un primo momento - stilare un piano editoriale specifico per la piattaforma. Se è già attiva una presenza su Facebook, ad esempio, potremmo riciclare il materiale lì condiviso, avendo cura di dilazionarne la (ri)pubblicazione nel corso del tempo.
Inoltre il particolare layout grafico di Google+, che coniuga pulizia visiva ed enfasi sui contenuti multimediali, consente di leggere senza grossi problemi anche post molto lunghi o ricchi di immagini, link etc, rendendo possibile utilizzare materiale già pubblicato in altri spazi (ad es. un blog personale/aziendale) allungangone così il ciclo vitale.

4. Individuare i migliori ambasciatori per i propri contenuti

Una delle novità introdotte nei primi mesi di vita di Google+ è la funzione Ripples, conosciuta anche come "Eco". Si tratta di un grafico interattivo, che viene generato per qualsiasi post "pubblico" (ovvero visibile a chiunque, e non condiviso in cerchie specifiche) e consente di visualizzare il modo in cui il post si è diffuso all'interno della piattaforma (n.b. è necessaria almeno una condivisione per veder comparire la voce "Eco").
Grazie a questa funzionalità è possibile individuare - tra gli utenti che hanno condiviso il post - quelli che hanno esercitato una maggiore influenza sui propri contatti, in base a quante condivisioni sono state generate a loro volta da questi ultimi.
Bisognerà quindi aver cura di coinvolgere maggiormente questi utenti "autorevoli", avvicinandoli ancor di più al marchio e sfruttando la loro influenza per ampliare l'audience di riferimento.

5. Creare un'esperienza più completa attorno al punto vendita

Come molti proprietari di attività commerciali sanno, quelle che una volta erano le schede Places di Google, sono state da qualche mese trasferite in una sezione apposita - denominata Local - all'interno di Google Plus. Questo processo, mirato a dare ulteriore linfa vitale al nuovo social network, ha determinato alcune significative modifiche alle schede delle varie strutture, che sono state arricchite dal sistema di rating di Zagat ottenendo inoltre maggiore risalto per i contenuti multimediali inseriti, grazie al particolare layout di G+.
Il vantaggio più rilevante è pero rappresentato dalla possibilità di integrare la scheda della struttura con la relativa pagina aziendale creata all'interno della piattaforma. Il processo, spiegato in questo articolo, permette di creare un profilo estremamente completo, dove gli utenti possono non solo trovare le informazioni relative all'ubicazione o le eventuali recensioni inserite, ma anche avvicinarsi all'azienda scoprendo i contenuti che questa pubblica quotidianamente.

6. Parlare ad un'utenza mobile in continua crescita

Fin dal suo debutto, l'applicazione mobile di Google+ ha ricevuto numerosi apprezzamenti per aver saputo riprodurre fedelmente la versione desktop, adattandola molto bene a dispositivi quali smartphone e tablet che vivono di un'esperienza d'uso completamente diversa rispetto a quella tradizionale. Inoltre, l'ultimo importante aggiornamento grafico a cui è stata sottoposta l'applicazione ha ulteriormente allungato la distanza rispetto al principale competitor - Facebook - che in ambito mobile non è ancora riuscito a esprimere pienamente il suo potenziale.
Tutto ciò, secondo recenti statistiche, ha reso Google+ il social network più utilizzato da mobile ong>, con 36 milioni di utenti che vi accedono solo da device mobili, rispetto ai 28 milioni di Facebook. Infine, va considerato un altro fattore molto importante: l'app di Google+ è installata di default su tutti i dispositivi che montano sistema operativo Android, cosa che dà (e darà) un contributo determinante alla sua diffusione.

7. Evitare brutte figure

In ultimo, aggiungiamo una considerazione che riteniamo sia tuttora valida: la massa di utenti attivi ancora piuttosto contenuta (e poco trasversale), livelli di interazione più bassi rispetto ad altre piattaforme, e la possibilità di editare gli status update anche dopo la loro pubblicazione, sono tutte caratteristiche che rendono possibile un approccio più cauto alla piattaforma.
Si potrà così iniziare a presenziare il social network, e a prendere confidenza con le sue particolari dinamiche, evitando un'esposizione mediatica eccessiva, e riducendo l'impatto negativo di eventuali scivoloni di comunicazione che spesso inguaiano brand attivi su altre piattaforme.

In conclusione, se non vi siete ancora decisi, questo è forse il momento giusto per sciogliere ogni dubbio e creare un profilo business su Google+, approfittando - per iniziare - dei suggerimenti che abbiamo dato qui.

Avete già aperto un vostro account o non vi siete ancora decisi? Che obiettivi avete raggiunto finora?

Commenti

  1. pasquale maga scrive:
    grazie per il post veramente un'ottima guida
    1. Andrea Sportillo scrive:
      Grazie Pasquale :)

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