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Promuovere un ecommerce: le attività di marketing

Mi collego all'articolo riferito ai requisiti base che dovrebbe avere un sito di ecommerce, (lo trovate qui); questa volta vi voglio descrivere delle attività di promozione a sostegno del progetto di negozio online.

Flat design concept with icons of online shop ideas symbol and shopping elements

Ora che abbiamo creato il sito rispettando i requisiti basilari della struttura e dei contenuti,
vi descriverò le prime attività di marketing da fare in assoluto quando si decide di aprire un ecommerce e, soprattutto, di promuoverlo online.

[Attività di Marketing]

Possiamo categorizzare le attività in media posseduti (Owned Media) e media a pagamento (Paid Media).

I media posseduti (Owned Media), sono quei mezzi di comunicazione di proprietà dell'azienda, dove essa stessa può gestire l'attività di marketing senza un ulteriore dispendio di denaro. Tra queste attività troviamo l'email marketing, le attività di ascolto nei forum, la scelta della tipologia di social più adatto alle proprie esigenze e il co-marketing.

1) Email Marketing

L'attività di email marketing è un tipo di comunicazione efficace ed efficiente per diversi motivi: targetizzazione, CTR e branding.

Innanzitutto è fondamentale individuare una periodicità nell'invio della mail e analizzare, più e più volte, le statistiche (open rate, click rate e click performance) per impostare struttura e invii delle mail successive. Diventa necessario sperimentare layout ed elementi grafici differenti e variare quanti più elementi possibili per possedere uno storico d'informazione che permetta di arrivare alla mail “quasi” definitiva.

2) Attività di ascolto

Consiste nell'individuare conversazioni su forum e blog settoriali, che parlano del vostro brand e dei vostri prodotti, cercare di intervenire nelle conversazioni, farsi conoscere e trovare nuovi spunti direttamente dai fruitori dei vostri servizi, come ad esempio, desideri o bisogni insoddisfatti che possono trasformarsi in opportunità per il vostro business.

3) Social Network

Non esiste una risposta uniforme per la scelta del social network più adatto al tipo di attività che intenderete attuare. Infatti ogni piattaforma, che sia Facebook, Twitter, Google+, Youtube o Slideshare (solo per citarne alcuni) ha un target ben definito di utenti, e vive di dinamiche e modalità di interazione estremamente specifiche.
E' opportuno - prima di gettarsi a capofitto ad aprire profili su qualsiasi social network - ragionare su quale di questi si presti al meglio a soddisfare i propri obiettivi di marketing, tenendo presente che qualsiasi piattaforma si deciderà di presenziare, tutto ciò richiederà un impegno in termini di pianificazione, gestione e tempo (oltre che risorse economiche, se necessario) da non sottovalutare.

Per rafforzare il concetto appena espresso, vi segnalo una ricerca svolta da Ecircle riguardante “l'utilizzo di email e social a livello europeo”, dalla quale emerge che in tutti i Paesi presi in esame (Germania, Regno Unito, Francia, Italia, Paesi Bassi e Spagna) il 50% degli utenti utilizza sia email che social network. La combinazione dei due canali di comunicazione copre virtualmente l'intera utenza internet. Germania, Francia e Paesi Bassi sono i “Paesi dell'email” mentre Regno Unito, Italia e Spagna sono i “Paesi multi-canale”. Ecco perché è fondamentale diversificare i propri canali comunicativi.

4) Co-marketing

Se non avete già avuto modo di testarlo, un'attività interessante a costo zero che vale la pena proporre è il cosidetto co-marketing. Si tratta di scegliere un partner (attinente ovviamente al vostro settore) con il quale collaborare  per un preciso arco temporale, ottenendo delle sinergie reciproche tra i due business. L'attività può svolgersi sia online che offline sfruttando i vostri canali comunicativi consueti, e può consistere nello scambio di flyer o gadget (attività offline), o di pubblicità nei rispettivi siti o piattaforme social (attività online).

5) CRO - Conversion rate optimization

Rappresenta un'opportunità - grossa! - anche l'ottimizzazione della capacità dell'ecommerce di tradurre una visita in una vendita. Tecnicamente la disciplina si chiama CRO, l'acronimo sta per conversion rate optimization, tradotto in l'ottimizzazione del tasso di conversione. Si tratta di individuare qual è la conversione principale del sito web e, attorno a questa - mediante appositi strumenti - analizzare il comportamento degli utenti per individuare attività utili ad aumentare la possibilità che le persone, effettivamente, convertano la visita in un'acquisto seguendo quello che l'invito all'azione - tecnicamente call-to-action. Per approfondire la tematica, qui è dove abbiamo descritto come noi pensiamo che debba essere erogato il servizio di CRO.

Per chiarire il concetto, vi porto un esempio: consideriamo un sito ecommerce che si occupa di abbigliamento per bambini e utilizza come canali comunicativi i social network, l'invio di newsletter e ovviamente le spedizioni. Questa azienda può entrare in contatto con un'altra che utilizza gli stessi canali e che si occupa ad esempio della vendita di passeggini online. Entrambe potranno inserire nelle reciproche spedizioni dei flyer con codici sconto mirati, inserire nei propri siti dei banner o creare dei contenuti redazionali. Estendendo la strategia anche ai canali social, si possono pianificare dei post dilazionati nel tempo.

Analizziamo ora la seconda categoria di attività, riferita ai media a pagamento (Paid Media), dove oltre al costo della risorsa umana, bisogna abbinare un costo aggiuntivo relativo alla fruizione di un determinato servizio. In questo caso mi riferisco a Google Adwords e Facebook Adv.

6) Campagne pubblicitarie sui motori di ricerca

Un buon investimento è quello di attivare delle campagne pubblicitarie a pagamento sui motori di ricerca, utilizzando Google Adwords (qui un approfondimento se l'azienda per la quale lavori agisce nel b2b, business-to-business). Si potranno così far comparire annunci testuali in corrispondenza di ricerche relative ai prodotti specifici venduti nel proprio ecommerce.
In questo modo si copriranno quegli ambiti di interesse dove il sito non è visibile grazie al posizionamento organico (non a pagamento), per poi attivare eventualmente anche delle campagne brand, volte a dare visibilità al nome del proprio ecommerce per ricerche correlate ai prodotti venduti.

7) Advertising su Facebook

Il secondo investimento dopo Adwords riguarda l'advertising su Facebook, piattaforma che, oltre ad una massa di utenti iscritti estremamente numerosa e trasversale, è una delle poche a fornire delle modalità promozionali piuttosto avanzate. Per approfondire i temi legati all'advertising su Facebook vi rimando ad un articolo di Andrea, dove spiega passo per passo il funzionamento della pubblicità su questo social network.

E voi avete già utilizzato questi canali comunicativi? Sono emersi degli spunti o opportunità interessanti?
Vi vengono in mente altre idee per promuovere un ecommerce online?

Commenti

  1. Gabriele scrive:
    Ci sto prendendo gusto a sti commenti... É che gli argomenti sono una meraviglia, complimenti! :) - aggiungere al primo ordine un piccolo omaggio inaspettato (al tempo con Gianluca la definimmo "teoria del biscottino", ma ammetto che non era un granché come nome :) - andrò controcorrente, ma credo che molta della promozione sia da fare off line, soprattutto se sei un'azienda che fino a quel momento ha fatto del b2b. Quindi via libera a packaging, promozione durante gli eventi, incontri sull'informazione di prodotto e chi piú ne ha piú ne metta. - youtube: puoi spiegare un prodotto finché vuoi, ma vederlo funzionare fa la differenza. Soprattutto se il cliente non può "toccarlo" prima dell'acquisto. - nel caso del b2b a cui si accennava, prevedere delle promozioni anche per i propri rivenditori, che potrebbero prendere male l'intromissione dell'azienda verso il cliente finale. Se poi riusciamo a spiegargli che l'e-shop aiuta anche le vendite normali, siamo a posto. - tenere sempre d'occhio la concorrenza. Si imparano cose nuove e si reagisce ad eventuali politiche aggressive. - prestate attenzione, vi prego, alla gestione dei prodotti correlati. Il successo non si ottiene solo con tanti ordini, ma incrementando (anche di poco) il valore del singolo ordine. - modificare il sito a seconda dei risultati di analytics. Sì, per me é promozione anche quella, anche se un po' piú nascosta. - mettersi in testa che ovunque ci sia il logo dell'azienda ci va anche l'indirizzo dell'e-shop: fiere, adesivi, auto, biglietti da visita, tazzine del caffé, suole delle scarpe.... - mettere in catalogo (e poi magari regalarlo come il biscottino di cui si parlava prima) gadget promozionali: adesivi, portachiavi, piccoli utensili di manutenzione del prodotto. Cose che aiutino i vostri clienti a farvi promozione. E SEMPRE con l'indirizzo dello shop sopra. Mica mi viene in mente altro... Voi comunque continuate cosí!
    1. Silvia Vio scrive:
      Ciao Gabriele, prima di tutto grazie mille per i complimenti e per i tuoi spunti davvero molto interessanti!!
      Mi trovi d'accordo su tutta la linea, sicuramente affiancare una buona comunicazione soprattutto nel settore b2b può risultare molto efficace, perciò ben venga al marketing tradizionale!
      Fantastica la "teoria del biscottino", rende assolutamente l'idea! :)
      Grazie per il tuo contributo!

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