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Second screen e TV-sync: opportunità da cogliere

Il 75% dei possessori di smartphone utilizza tale dispositivo mentre guarda la TV (questo e altri dati li trovate in questa presentazione).
È probabile quindi che mentre il vostro spot va in onda il vostro interlocutore abbia la testa altrove. Sì lo so, è un peccato considerando quanto vi costa quello spot.
Esiste tuttavia la possibilità di raggiungere l'utente su entrambi i fronti, contemporaneamente, aumentando così l'impatto del vostro messaggio.

#Secondscreen minaccia investimenti #Adv in TV o più opportunità di raggiungere i consumatori?

 

second screen

Spot TV e Multiscreen

Di recente abbiamo avuto l'opportunità di lavorare con una tecnologia che consente di sincronizzare lo spot televisivo con delle campagne web. La tecnologia che abbiamo utilizzato per questa campagna appartiene ad un'azienda tedesca che si chiama Wywy. Il funzionamento è basato sul riconoscimento audio. In sintesi: la piattaforma elabora il video dello spot, ne ricava una traccia audio e scansiona le emittenti televisive alla ricerca di quella traccia. Il riconoscimento audio dello spot avviene entro 1 o 2 secondi dal reale passaggio TV e quando avviene il sistema si attiva per erogare quattro tipologie di servizi differenti. Il servizio di multiscreen puó essere erogato sia in formato display che video, in RTB e prevede anche la sincronizzazione della pubblicità TV alle campagne search (SEA).
Il sistema è del tutto modulare e consente di destinare le varie inserzioni sui vari devices (smarphone, tablet, desktop) con pesi differenti o addirittura, scegliere quali canali TV monitorare e in quali orari della giornata.

Provate ad immaginare cosa può succedere quando riuscite a portare sul vostro sito gli utenti che hanno visto lo spot. Si tratta di utenti a cui potete rilasciare dei cookie e ricontattare in seguito con annunci di remarketing, che potete far atterrare in una landing page che dia maggiori informazioni sul vostro prodotto, ne evidenzi i vantaggi e le caratteristiche e magari permetta perfino di acquistarlo online.
Insomma, per quella parte di telespettatori interessati al vostro prodotto potete accorciare il percorso che li porta da "interessati" a "clienti".

#TvSync: occasione per agganciare consumatori, portarli su nostri canali e convertire.

 

Le applicazioni

Le possibili applicazioni di questa tecnologia non si fermano a quanto vi ho descritto fino ad ora. Immaginate ad esempio cosa potreste fare se lo spot che date in pasto alla piattaforma per la sincronizzazione delle campagne non fosse il vostro ma quello del vostro competitor. I vostri annunci potrebbero raggiungere i suoi utenti con messaggi mirati ad evidenziare i vostri vantaggi competitivi.

Un'altro esempio di applicazione concreta del TV-sync è con spot complementari, come potrebbero esserlo quelli dei brand che rivendete: l'utente che subito dopo lo spot digitasse il nome del brand su Google potrebbe vedere tra i primi risultati l'annuncio del vostro e-commerce che lo rivende (ma solo in concomitanza con gli spot TV, per evitare dispersioni di budget su parole chiave troppo generiche).

#TvSync per ottimizzare investimenti #ADV: keyword ottimizzate durante l'air-time dello spot TV.

 

In MOCA siamo molto attenti al tema del second screen. Se vi interessa approfondire l'argomento, ne abbiamo già scritto in questo blog: qui potete trovare un post che spiega il second screen advertising e gli ambiti di utilizzo, mentre questo post riporta un'intervista a Marco Ziero sul tema.

Criticità: il tracciamento

Per concludere, un ambito di approfondimento che è emerso da questo test sta nella difficoltà di tracciamento del dato. Abbiamo infatti notato un divario piuttosto ampio tra click rendicontati dalla piattaforma e sessioni tracciate da Google Analytics che non siamo ancora del tutto riusciti a spiegare (anche se un divario simile l'abbiamo notato recentemente in altri casi in cui il target era solo mobile). Ne abbiamo ampiamente discusso in MOCA e siamo arrivati a sospettare che ci possa essere lo zampino delle applicazioni di adblocking, ma non ne abbiamo la certezza. Per darvi un'idea dell'entità di questo divario: Google Analytics ha tracciato il 24% delle sessioni da mobile rispetto ai click e il 5% di quelle da tablet. Ah, prima che vi venga il sospetto: nel nostro caso si trattava di campagne display in Real Time Bidding pagate a CPM, non credo quindi ci fossero cattive intenzioni a monte.

Voi che ne pensate? Avete mai provato campagne di questo tipo?

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