Ero piccolina. E dalla finestra vedevo le moto sfrecciare.
Mi dicevo un giorno ne guiderò una, un giorno ne guiderò una, un giorno ne guiderò una!
No, non è ancora successo! Ma ho sposato un motociclista. Non uno qualsiasi! Uno di quelli accaniti!
E le due ruote sono un po' la mia metafora: vento in faccia, grinta nell'affrontare le asperità, nessun ostacolo che ti ferma e via a tutto gas!
Del resto con un motociclista… motociclista palestrato, peraltro… e con due bambini, poi! O dai gas, o non riesci a starci dietro!
Mattia, il grande, la prima parola che ha detto è stata ‘bicilindrico'. Oggi ha 8 anni, e fila come un pazzo sulle ruote. Dei pattini, ma quasi quasi sta dietro al papà.
E Sara? Lei le prime parole, a 15 mesi, le sta imparando. Ma, per ora, ha detto solo una cosa: ‘povera mamma, con quei due lì!'

Questa sono io, mentre brillo riflettendo la luce delle tre stelle che mi circondano. Le mie tre batterie, li chiamo, che mi danno continuamente l'energia. Io sorrido, sorrido sempre. Ho imparato a non fermarmi, a correre, a correre veloce.
Lincoln Rhyme, il detective creato da Jeffery Devaer, diceva: se ti muovi non ti possono prendere! Luca, mio marito, per l'appunto, per prendermi ha dovuto mettersi seduto su 150 cavalli!

Amo rendermi utile, amo portare a termine i lavori, amo mettermi in discussione. E, soprattutto in questo, sono bravissima!
Non amo cucinare. Preferisco mangiare fuori. E anche in questo sono bravissima!!!!!

Nel tempo libero leggo. Thriller e noir. Deaver, appunto, ma anche Crais, o Lehane, o Brian Freeman… ma anche Fulvio Luna Romero (ok, mi ha chiesto lui di scriverlo…).
E ascolto la musica, faccio dei gran viaggi mentali con De Andrè, o con Baglioni, e mi faccio coccolare dalle calde note della Gibson dei Dire Straits.

Nel tempo libero… sì… tra una moto, dei pattini ed un passeggino, il lavoro e la casa… vi ho già detto che le mie giornate durano 48 ore?!