"Mamma stai tranquilla, non sarò come il papà, non sprecherò neppure un minuto a rincorrere un pallone!" Invece a 7 anni il DNA paterno ha avuto il sopravvento e da quel momento, per 20 anni, il calcio è diventata un punto fermo della mia vita. Tra campo e spogliatoio ho imparato - non senza difficoltà - due cose: a non vedere la sconfitta come una tragedia e a capire che non si può sempre risolvere tutto con le sole proprie forze. Il rapporto con il calcio si è poi chiuso con la stessa naturalezza con la quale si era aperto e ora sto provando di tutto: arrampicata, nuoto, palestra, calcetto, yoga, crossfit e non ho intenzione di smettere di sperimentare!

Sono cresciuto con la convinzione che non sarei vissuto “per sempre” nel posto nebbioso in cui il destino aveva deciso di farmi nascere. Mi immaginavo a vagare per il mondo alla ricerca del luogo perfetto dove costruire il mio campo base. Invece a volte capitano avvenimenti che stravolgono ogni piano, che ti obbligano a prendere una direzione che forse non avresti mai preso. E quindi eccomi ancora qui a costruire la mia vita a due passi da casa. Un fallimento? Assolutamente no. Ho scoperto che anche da una scelta inizialmente forzata possono derivare gioie e soddisfazioni! Non ho nessun rimpianto e nel frattempo la mia sorellina è diventata una splendida piccola donna anche grazie a me.

Appena posso però viaggio. Non ho bisogno di riposarmi: quando sono stanco devo partire, è l'unico modo per ricaricarmi. Ho lasciato un pezzettino di cuore in Irlanda e un altro in Australia. Adoro il mare, ma solo l'oceano mi dà quella sensazione di infinita libertà. Viaggio per vedere, ma soprattutto per assorbire l'energia degli incontri, per scoprire, per arricchirmi, per emozionarmi. Porto sempre con me la mia reflex nella speranza di catturare e dare concretezza alle emozioni. Qualche volte penso di esserci riuscito!

Mi sono iscritto a scienze della comunicazioni per diventare giornalista, poi qualcosa è cambiato. Il mondo è cambiato. Ho iniziato a lavorare nel marketing digitale per caso ma ho subito capito che quella era la mia strada. In realtà non ho scelto una professione, ho scelto di far parte di questo mondo stupendo che va a 1000 all'ora, un mondo in cui anche per una persona curiosa, che adora le novità e non sopporta la routine, è impossibile annoiarsi!

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