Tra tutte le sfide che mi capita di affrontare quotidianamente, una delle più intricate, quella con cui ho duellato più spesso, l'unica per la quale ho ceduto a qualche compromesso è sicuramente la mia presentazione.

Quel tremito ogni volta che “Come riassumo me stessa in dieci parole? Quale lato faccio emergere? Mi presento per come mi conviene o mi presento e basta?” .. In realtà, alla fine, ho capito che la soluzione non era la risposta ma la domanda stessa. Sono una persona che si pone delle domande, che scava e che vuole sussistere simultaneamente sopra e sotto la superficie delle cose.

Questa è la dualità che mi rappresenta al meglio e che da sempre permea ogni aspetto della mia vita: sono stata una pattinatrice ma ho anche studiato musica classica, amo la matematica ma anche l'arte e la filosofia, amo viaggiare ma voglio vivere in Italia, sono poco espansiva ma vorrei sapere tutto di voi, ho studiato Tecnologie Informatiche e Multimediali ma non toglietemi la tessera del cinema e della biblioteca. Incoerenza? Indecisione? Mancanza di visione? Io dico vortice, energia, profondità, voracità. Le verità sono due:

⁃ non tollero l'idea di precludermi opportunità da cui posso trarre insegnamenti, benefici e aneddoti
⁃ ho un debole per il processo cognitivo che porta alla formazione di un giudizio e di un'opinione (non potendo leggere nel pensiero mi accontento ed equipaggio con ciò che trovo). (Ho un debole anche per i gatti).

Non so quale sia il mio cibo preferito, vado nel caos se mi chiedete la band o l'autore che più amo, non innescate una discussione cinematografica se non avete cinque ore a disposizione, ma se mi chiedete qual è la parola a cui sono affezionata mi trovate sull'attenti: è “perché”.

Penso che, in fondo, sia questo il motivo per cui mi sono lasciata catturare dal mondo dello user centered design, perché non sono capace di bloccarmi sul ciglio dell'apparenza senza indagarne le ragioni e perché nell'intreccio tra analisi ed empatia congegnato da questa professione c'è uno spazio in mi trovo davvero bene, che a modo mio sto iniziando ad arredare e ampliare e sul quale un domani vorrò apporre l'insegna “punto di riferimento”.