Chi sono? Provare a scriverlo è una bella sfida.

Sono nata in un contesto affollato: mamma, settima di nove fratelli, papà, unico maschio tra due sorelle, un fratellino diverso da me come il sole dalla luna e uno squadrone di cugini. Un insieme chiassoso e incredibile di personalità forti, da cui ho appreso quelli che oggi sono i miei valori cardine: famiglia, rispetto della parola data, ascolto.

Sono cresciuta sui campi di pallavolo, dove ho imparato il gioco di squadra, sempre fiera di poter dare il mio contributo a un'azione vincente e poco propensa a a perdonarmi per quella palla non proprio precisa.

Credo che queste siano le ragioni per cui mi sono innamorata del contesto lavorativo-agenzia. Amo il gioco di squadra: essere circondata da persone con competenze simili e complementari alle mie, potermi confrontare con professionisti diversi, da cui imparare ogni giorno e con cui poter costruire qualcosa di nuovo.

Adoro perdermi: per il mondo, tra le pagine di un libro o tra le trame intricate di una serie tv.

Amo camminare, potrei farlo per ore.

Non parlo molto, non subito, per sciogliermi mi serve tempo, ma chiedimi di un qualsiasi argomento che mi appassiona e potrei tediarti per ore.

Mi piace ascoltare e cercare di interpretare le persone.
Sono fondamentalmente razionale: ho bisogno di smontare e capire le cose, di coglierne i colori e le sfumature.

Il mio percorso non è mai stato dritto, né ha rispettato le “tappe canoniche”: forse per questo a volte mi sento un po' aliena nel mondo che mi circonda. Ho inciampato parecchie volte lungo la strada, finché non è stata la via giusta a venirmi addosso. Nel marketing ho trovato la mia dimensione: un mix irresistibile di dati e creatività; nel digitale, invece, l'impossibilità di adagiarmi, una sfida continua e stimolante a rimanere al passo con le novità, gli aggiornamenti e a declinarli sui progetti che seguo.