Mi piace scrivere, soprattutto pensieri corti (tengo tenevo un diario).
(sarà per questo che) Trovo Twitter un ambiente a me congeniale - anche se lo utilizzo molto bene ma ci sono comunque affezionato.
Iniziamo.
Vivo nel difficile ruolo di fratello maggiore. Sono geloso di mia sorella, perché le voglio bene.
Ho studiato Scienze Statistiche e sono convinto che non mi sia servito molto, ma è stata una bella esperienza umana.
L'ambito professionale è quello dove mi sento più sicuro, il che apre lo spazio a parecchi contesti sui quali devo ancora lavorare.
Adoro raccontare la storia di come sono entrato in MOCA: chiedere a Marco Bianchi e di un commento sul mio blog inviato mentre si trovava a Chicago.
Nel 2010 sono diventato socio titolare di MOCA perché me ne è stata data l'opportunità; occasione che non mi sono fatto scappare perché, dal primo giorno, MOCA l'ho sempre sentita mia.
Affronto tutte le questioni legate ai motori di ricerca mediante ragionamenti che vanno dalla logica alle dinamiche aziendali e di business; poco tecnico, insomma. E il libro che c'ho scritto su lo conferma.
Ci metto tutto me stesso a dire che non sono un SEO; ne conosco e ne ho svolto le mansioni, ma non sono un SEO.
Il fatto che MOCA sia un'azienda “Mac oriented” è tutto merito mio. Ne ho le prove. :)
Mi piace definirmi un osservatore in continua esplorazione ed un cittadino del mondo.
Ossessionato dagli errori di grammatica e di battitura (maledizione che ho ereditato da mio padre).
Non posso vivere senza musica; ogni giorno la sequenza è: musica in casa (ad eccezione di quando Greta dorme), musica nelle orecchie, musica in macchina, musica in ufficio.
Nella mia personalissima classifica degli album più belli di sempre svettano “The Bends” dei Radiohead, “Mellon Collie and the Infinite Sadness” degli Smashing Pumpkins e “Ten” dei Pearl Jam.
La passione per la musica l'ho presa per via di mio padre.
Mia sorella ed io ci chiamiamo come il titolo di una canzone di Lucio Dalla, “Anna e Marco”.
Adoro indossare t-shirt, soprattutto quelle che hanno una storia da raccontare. Oggi sono chiuse in armadio ed è aumentato il numero di volte che indosso le camicie.
Ceno cenavo fuori casa troppo spesso.
Il mio ristorante preferito si chiama “The River Cafè”. E' a Brooklyn. Ma anche le Calandre a Padova non mi dispiacciono. :)
Quando penso ad un ristorante a Treviso, mi vengono in mente sempre i soliti.
Cerco di viaggiare quanto più spesso possibile (almeno dal 2010) e quando non posso spostarmi, ospito ospitavo gente a casa mia (ora vivo da un'altra parte).
Adoro Manhattan (e il suo jazz): la conosco e lì mi sento a casa.
Mi piace un sacchissimo l'inglese, anche se lo conosco a sufficienza per sovravvivere.
Mi piace dire “un sacchissimo” e “meraviglia”. Anche se ultimamente lo dico meno.
Ho un blog. Anzi, avevo un blog. Anzi, ho di nuovo un blog.
Colleziono le calamite dei posti dove sono stato. E le pongo sul frigorifero su una lavagna vicino al frigo.
Mi piacciono i tatuaggi, il thè alla pesca ed adoro, sottolineo adoro, il cibo (con alcune eccezioni).
Dall'altra parte, però, cerco cercavo di tenermi in forma con parecchia attività fisica: adoro il nuoto, ho iniziato circa N-mila volte a correre e non ho mai smesso di giocare a pallacanestro (alla faccia degli acciacchi e di un ginocchio rotto). Riprenderò a nuotare e con i colleghi, visto che adesso siamo in 10 (e più) maschietti, ho iniziato a giocare a calcetto.
Giustifico alcuni dei miei acquisti con un bel “chi più spende meno spende”.
Mi piace la tecnologia. Ho avuto quasi tutti i modelli di iPhone.
Mi piace la fotografia. Ho una Canon. Solo quella.
Mi piace cucinare, ma solo quando lo faccio per gli altri.
Non ho la televisione ma praticamente non la guardo.
Ho scritto alcuni pezzi di libri non miei.
Ho scritto un libro mio.
Non mi piace la birra e bevo il vino solo in occasioni speciali.
Sono un romantico e mi piace il romanticismo. Anche se mia moglie dice che non è più così.
Adoro il concetto di “sorriso” e lo rappresento, graficamente, con il sole.
Mi piace chiamare a casa dei miei genitori, chiedere di mia madre, dirle che le voglio bene, mettere giù il telefono ed immaginarmi la sua faccia.
Adoro fare i regali (solo quando ho l'ispirazione) ma non so resistere e tenderei a svelare il tutto prima del “fatidico” giorno.
La mia metafora preferita l'ho colta in volo: a prescindere dal tempo, sopra le nuvole c'è sempre il sole. Sempre.
Vivo guardando il bicchiere mezzo pieno.
Mi vedo padre di famiglia, perché adoro mio padre. E non solo perché mi chiama e mi chiamerà sempre “Ehi, campione”. Da luglio 2016 sono papà di Greta.
Non mi dò troppi crediti.
Ogni anno cerco di definire degli obiettivi.
Sono testardo e permaloso, ma su questa cosa ci sto lavorando.
Sono orgoglioso di MOCA.
Riporto qui una frase venuta fuori da una chat con un mio caro amico, che è anche mio testimone di nozze, che è anche mio collega, che mi è piaciuta particolarmente: “Chi corre non si guarda indietro”.
Da Novembre 2011 sto con E. E sono felice.
Canto Stono "Che cosa c'è" di Gino Paoli per far addormentare mia figlia. In alternativa utilizzo "am blum buone goccia di limone...".

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Sì, titolo da markettaro per markettari. :) E' vero, suona molto come una headline dei migliori blog americani però, tutto sommato, è anche un titolo veritiero: in questo articolo ho raccolto praticamente tutto quello che so, ad oggi, sull'ASO (App Store Optimization), la SEO per le app mobile dove lo scenario, questa volta, è rappresentato […]

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