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Come Promuovere una Onlus con Google Grants

Chi gestisce un’organizzazione no profit si trova spesso a dover mediare tra l’esigenza di devolvere quanti più fondi possibili alla causa sostenuta e investire nella promozione delle proprie iniziative di fundraising.

Almeno per quel che riguarda la promozione nei motori di ricerca, questo conflitto è risolvibile grazie a Google Grants, il programma di Google nato per finanziare le campagne pubblicitarie delle organizzazioni no profit attraverso Google Ads (link).

Ecco il video ufficiale di presentazione:

Ma come funziona Google Grants esattamente?

Benché il programma Grants ponga dei vincoli restrittivi all’utilizzo del budget, questo può essere integrato con del budget proprio se si desidera utilizzare dei CPC più elevati o veicolare il proprio messaggio mediante canali differenti dalla rete di ricerca.

In Italia possono candidarsi al programma solo le organizzazioni regolarmente registrate presso l’anagrafe unica delle Onlus.
Non sono ammessi al programma Google Grants:
. enti e organizzazioni governativi;
. ospedali e gruppi medici;
. scuole, centri per l’infanzia, istituti accademici e università;
. partiti, organizzazioni politiche e lobby.

Da qui è possibile presentare la propria candidatura.

Una volta ricevuta la conferma si avrà a disposizione un budget di 330$ al giorno, circa 10.000$ al mese, da spendere “in clic” per mezzo di Google Ads.

Come può essere utilizzato il budget Grants?

Le campagne che verranno attivate potranno essere destinate unicamente alla rete di ricerca Google (escludendo quindi i partner di ricerca) mediante annunci testuali.
Le impostazioni dell’account devono avere come valuta il dollaro, se avete già un account con valuta differente dovrete quindi crearne uno nuovo.
Il costo per clic massimo non dovrà superare la soglia di 1$.

Facendo due conti, se il budget venisse sfruttato a pieno e spendendo esattamente 1$ per clic, potreste potenzialmente generare un incremento di 10.000 visite al mese al vostro sito. Non male, vero? ;)

Inoltre, le organizzazioni iscritte al programma che per due mesi abbiano raggiunto la spesa di almeno 9.500$ al mese, possono richiedere un budget extra pari a 40.000$ al mese. In tal caso, per presentare la domanda di partecipazione al programma (denominato GrantsPro) bisogna aver superato un apposito test con un punteggio superiore all’85%. Qui trovate tutte le indicazioni in merito.

Google ci tiene che il proprio budget venga speso nel migliore dei modi, pertanto, nella mail di conferma di inclusione nel programma Grants, si premura di stilare una lista di regole e consigli affinché la qualità delle campagne sia buona e il costo per clic non troppo elevato. Insiste inoltre sull’importanza di controlli almeno mensili, specificando che se non vengono fatte modifiche alle campagne per 3 mesi consecutivi, l’account potrebbe venire chiuso o sospeso. Insomma, il fatto che i soldi spesi non siano i vostri, non deve indurvi a trascurare il ROI delle campagne.

Sto gestendo proprio in questo periodo alcune campagne che beneficiano del budget Google Grants. Devo ammettere che in alcuni ambiti particolarmente competitivi il limite posto al costo per clic è restrittivo ed impedisce di ottenere la premium position, mentre in altri è più che sufficiente per ottenere delle buone performance.

Le opportunità del mobile

Secondo le statistiche forniteci da Google, relative agli investimenti Ads del terzo settore in Italia, risulta inoltre un costante incremento delle ricerche da mobile nel corso degli ultimi anni, a cui paradossalmente corrisponde una riduzione nei costi per clic per le campagne destinate a questi dispositivi, con differenze, rispetto ai CPC medi, anche dell’83% (dato riferito all’ambito “Human Rights & Liberties” nel Q4 2012).
Il mobile è quindi un canale da non sottovalutare, come già vi avevo anticipato in questo post.

E voi avete già provato ad utilizzare Google Ads per promuovere una ONP? Che risultati avete ottenuto? Se vi va, condivideteli nei commenti qui sotto ;)

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