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(Come realizzare un sito web) I testi del sito e l’attività di copy

Questo è il secondo dei tre post con i quali ne approfitto per condividere ciò che ho imparato seguendo la progettazione e lo sviluppo del sito web di cui state leggendo ora il blog (il primo descriveva il passaggio logico del partire da obiettivi per arrivare a contenuti/albero di navigazione).

Nello specifico vorrei soffermarmi sulla redazione dei contenuti testuali e sull’attività di copy.

Credo nella bellezza delle parole.
Resto affascinato dalla loro potenza quando messe in fila una dopo l’altra.
Credo in questo libro di Luisa Carrada.
Credo nella creatività dell’uomo, che spesso prende corpo proprio per mezzo delle parole.
Credo nella comunicazione in tutte le sue forme, a partire da quella scritta.
Credo nella punteggiatura. E sono certo di aver ancora molto da imparare in questo senso.
Credo nella potenza del copy soprattutto in contesti come quelli del marketing e del mio lavoro, che non è “posizionare su Google un sito per delle parole chiave” ma è trasferire valore ed orientare verso la generazione di vendita e contatti.

Nonostante questo mio sentimento verso le parole, in questo specifico compito, lo ammetto, mi sono dovuto un po’ improvvisare; è vero che non ho competenze così aderenti all’attività di copy, ma è anche vero che a livello di contenuti e valori, per quello che concerne MOCA, mi sento di aver qualcosa da dire.

Per descrivervi l’approccio che ho tenuto (e per semplificare) dividono i testi in due macrocategorie:

  • quelli per mezzo dei quali l’obiettivo era trasferire i valori di MOCA;
  • quelli che avevano un obiettivo più concreto/commerciale.

Per i primi mi sono ritrovato a seguire questo iter:

  • scrivere e descrivere “un po’ di getto”, mettendoci più cuore che testa;
  • rivedere i testi soprattutto per quello che concerne un utilizzo più curato dei sinonimi;
  • ottimizzare il tutto in termini di lunghezza (siamo sempre nel web e la fruizione dei contenuti è molto più “isterica” che in altri contesti).

Circa la seconda natura di testi, quelli a carattere più commerciale, ho seguito questi passaggi:

  • in primis ho coinvolto Andrea, molto bravo anche nello scrivere;
  • entrambi abbiamo realizzato il medesimo testo senza alcun confronto o brief di preparazione (anche qui, “di cuore”);
  • quindi abbiamo analizzato e codificato le porzioni di testo che ci sembravano funzionare meglio in relazione agli obiettivi;
  • insieme siamo arrivati a definire una sorta di struttura/scheletro ottimale per questi testi (erano più di uno);
  • ci siamo divisi il compito ed abbiamo concluso con una sorta di attività di revisione uno sui testi dell’altro.

La differenza sostanziale tra i due approcci è che per uno sono andato più nella direzione della sostanza per poi modellare la forma, per l’altro abbiamo prima definito la forma “standard” per poi andarla a colmare con i contenuti veri e propri.

Voi vi siete mai occupati di attività simili?
Avete seguito altri iter applicando concetti ed approcci differenti?

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