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È il caso di usare ancora gli slideshow nei siti?

Il mondo dei siti web è molto condizionato dai trend di settore. Un po’ come l’abbigliamento. Un comportamento comprensibile ma che rischia di “drogare” il comportamento di designer e aziende, peggiorando l’esperienza per tutti.

L’uso degli slideshow, o più comunemente slider, nella homepage dei siti sono un ottimo esempio per rappresentare questo fenomeno. È una funzionalità del sito che permette di “stipare” (in molti casi) tante immagini, col fine di catturare l’interesse dei visitatori, portando in evidenza offerte e promozioni.

Si usano perché nello stesso numero di pixel (che sono preziosissimi oggigiorno) si possono comunicare molte più informazioni. Il problema è che questo si traduce in un importante carico cognitivo, perché in poco spazio vengono visualizzate troppi testi e immagini creando confusione. Approccio che si contrappone completamente al concetto di “less is more”: meno è meglio.

A me sembra essere una scelta figlia del mondo della pubblicità tradizionale, dove è necessario ottenere (a qualunque costo) l’attenzione delle persona, anche urlando se serve. Su Internet, invece, si ha l’opportunità di disegnare un’esperienza specifica, a seconda del contesto. Online ci si può prendere cura del messaggio da presentare e di tutta l’esperienza di navigazione, ponendo l’attenzione ai bisogni di chi sta visitando il sito – senza forzare quelli dell’azienda e basta.

È come una relazione: le persone devono capire, essere motivate e a quel punto ci daranno fiducia. L’attenzione delle persone si deve conquistare.

Hai mai sentito parlare del concetto di permission marketing? Il marketing che si pone con discrezione solo a coloro che sono interessati all’offerta, con il fine di rafforzare la relazione tra brand e consumatori. Seth Godin su questo argomento scrisse un primo libro nel 2001, che per il mondo digital si tratta di ere geologiche addietro.

L’uso degli slider nei siti mi ricorda proprio quel periodo, in cui il concetto del permesso proponeva di rivoluzionare il marketing, contrapponendosi all’interruption marketing che, pur di mostrare la propria offerta, interrompe l’esperienza dei visitatori o consumatori.

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Non ti chiedo di fidarti e basta. Ti racconto qualche storia di casi reali.

Per un cliente, ecommerce di abbigliamento sportivo, il cui pubblico è per l’80% femminile, in home page era presente uno slider, che occupava quasi tutta l’area sopra la piega (il contenuto che vedi senza scrollare la pagina).

Le immagini erano cinque diverse. La prima proponeva una collezione maschile. Le altre erano rivolte al pubblico femminile. Dopo trenta giorni di monitoraggio ci siamo resi conto che la prima immagine era, chiaramente, la più visualizzata e la più cliccata. Dalla seconda immagine dello slider le visualizzazioni e il numero di clic crollavano. Inoltre i tassi di conversione erano molto bassi, nonostante la prima immagine ricevesse molti clic.

La lezione che abbiamo imparato è che le persone cliccano (le poche persone che lo fanno) per approfondire l’offerta. Non hanno la pazienza e, a volte, l’aspettativa di utilizzare lo slider per vedere tutte le immagini a disposizione. È il tuo compito di mostrare l’immagine giusta al pubblico giusto.

Devi scegliere cosa è più giusto che venga visto, a seconda del dispositivo, del pubblico, della tipologia di visitatori (nuovo, di ritorno, cliente, ecc).

Altro caso similare. Sito ecommerce di elettrodomestici multi marchio.
Lo slider presentava diciotto immagini diverse. Ricche di testi e immagini molto colorate. Come nel caso precedente, dalla terza immagine il numero di visualizzazioni e i clic crollavano drasticamente.

Una cosa che nessuno aveva considerato fino a quel momento era l’impatto sui tempi di caricamento che lo slideshow generava ad ogni visualizzazione di pagina (sia mobile, che desktop, sia con rete wifi, 3G o 2G). È bastato mostrare queste metriche per cambiare le immagini (ahimè lo slider è rimasto).

Oltre al peso delle immagini bisogna considerare anche l’impatto sui tempi di caricamento del codice che fa funzionare lo slider; in alcuni casi è davvero devastante. Per non parlare dei costi di implementazione (alcuni clienti ci hanno raccontato casi imbarazzanti) e di mantenimento delle immagini. Considerando i costi diretti e indiretti (peggiore UX e basso impatto sulle conversioni), ha ancora senso considerare l’us degli slideshow?

Gli errori tipici con gli slider e le relative soluzioni

Nessuno si domanda se è davvero necessario usare uno slideshow. Anzi, si pretende che ci sia.

Se succede questo significa che forse non si sta progettando la migliore esperienza per le persone che dovranno usare il sito. Non copiare chi ne fa uso, magari ogni giorno sta perdendo tanto fatturato e non lo sa. E tu stai copiando i suoi errori.

Gli slider automatici sono il male

Non c’è cosa più antipatica al mondo. Mentre leggi l’immagine cambia dopo pochi secondi. Puff. Il peggio assoluto è quando non hai nemmeno la possibilità di tornare indietro cliccando le frecce di scorrimento. Devi attendere che vengano visualizzate tutte le immagini. Ma sarà mai possibile?

Immagini non ottimizzate

Se proprio devi usare uno slider, usa immagini di dimensioni ridotte e sistemi di compressione dei file così da ridurre il peso in KB, senza intaccare la qualità percepita. Ricorda che la stessa immagine dovrebbe essere leggibile sia per dispositivi desktop che mobile. A meno che tu non riesca a progettare due esperienze diverse (così si fa ♥).

Offerte non chiare e troppe informazioni

Senza rendersi conto, pensando che debba essere un’immagine bella (a discapito dell’utilità) o che si debbano comunicare quante più cose possibili, le immagini sono ricche di informazioni. Sappi che è tutto inutile. Quello che è difficile da leggere, non viene letto.

Devi proprio usare lo slider? Usa poche immagini

Ci sono contesti in cui può essere necessario usare lo slideshow. In questi casi, oltre a non commettere gli errori elencati sopra, ci sono delle accortezze sull’usabilità che potrebbero salvaguardare le performance:

slideshow-usabili

  • definisci gli obiettivi del sito e dai loro delle priorità; fallo per ogni template dell’architettura informativa: se tutto è importante niente è importante
  • usa poche immagini (tre, cinque al massimo): così aumentano le probabilità che vengano visualizzate tutte
  • anticipa il contenuto delle immagini non visibili: spiega qual è l’offerta o il contenuto che trovo alla slide cinque. In questo caso, usa pochi testi per spiegarlo
  • ottimizza il codice: fai attenzione che venga caricato solo il codice che serve e solo nelle pagine in cui serve (sì, succede anche questo)
  • non esagerare con le transizioni: l’occhio dell’uomo viene catturato dai movimenti, ma se sono troppi diventa rumore
  • vuoi capire cosa succede oggi sul tuo sito, inizia a fare ricerca, così puoi capire quanto è grave il problema nel tuo caso

Qual è la tua esperienza? Più da “visitatore” che proprietario di azienda?

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Commenti

    • Grazie per il commento Claudia! Sì, spargi la voce. Sarà un battaglia durissima, anche dopo questo articolo. :)

      Sì, il caso Ryanair lo stavo aggiungendo (avevo fatto anche lo screenshot): in effetti è un sistema similare all’esempio che ho proposto.
      A parte essere automatico, può essere funzionale. Anche in questo caso: un buon compromesso è non superare i 3 banner.

  1. Ciao Rosario,
    ti ringrazio per aver lanciato questa campagna :) è tutto molto interessante!

    Anch’io sono dell’idea che, partendo da una buona progettazione, e avendo in mente l’esperienza dell’utente, si possa evitare lo slider. Il caso Ryanair, certo, è interessante, ma non lo vedo di grande utilità: oltre ad essere automatizzato, è ricco di informazioni, e sovraccarica di CTA (e colori) un sito già di per sé saturo.

    Se non vado errato, l’automatismo può creare anche difficoltà di visualizzazione per alcune persone. Vedi ad esempio le gif animate. Stessa cosa vale per tutti gli elementi che vengono avviati in automatico, come audio e video. Dipende da progetto a progetto, certo, ma credo che in generale sia una buona regola dare la possibilità all’utente di avviare determinate azioni, come il cambio di una foto, o l’accensione di un video. Credo che si tratti di trovare un equilibrio tra esperienza (suggerita dal sito) e controllo (facilità d’uso per il visitatore).

    Se l’utente non usa lo slider, allora significa che potrebbe non essere di particolare utilità. La regola “less is more” è da tenere sempre sulla testata del letto. Forse ancora migliore, potrebbe essere la frase “Weniger, aber besser”, cioé “Poco, ma buono” di Dieter Rams. Se lo slider è utile, allora ok, mettiamolo, ma ottimizzandolo con pochi elementi e mantenendo alta l’UX. Cosa già spiegata nell’articolo.

    Ahaha, vi lascio con un link dove, penso, si potranno trovare delle altre ispirazioni: http://shouldiuseacarousel.com/

    Che ne pensate? Ciao! Grazie mille per gli spunti :)

    • Grazie per il commento Nicola. Siamo assolutamente allineati.

      Molto spesso tutto ciò che è automatico come interazione potrebbe essere una cattiva UX. Principalmente perché non sono le persone a governare quell’esperienza, ma la subiscono.

      Sì, conosco il sito che hai condiviso. Lo stavo per includere nell’articolo. Ti ringrazio per averlo fatto.

      • Ciao Rosario,
        grazie mille a te. Ascolta, vedo che avete una certificazione Nielsen Norman Group. Forse proprio tu hai acquisito quelle competenze? Sono curioso, e scusami se si tratta di argomento Off topic.

        Sapresti spiegarmi meglio in che cosa consiste? Oppure potrebbe essere un buon gancio per un articolo specifico? Grazie davvero, sono molto interessato all’argomento e mi farebbe piacere sentire un parere da chi è entrato in contatto con NNS. Ciao e grazie,

        Nicola

        • Ciao Nicola! Due mie colleghe sono certificate Nielsen Norman Group. Credo possa essere considerato l’ente di formazione di riferimento sull’usabilità, user research e UX.

          Prevedono corsi di formazione modulari, molto verticali, e per ognuno ci sono dei test e certificazioni. Se ti interessa l’argomento, lo consiglio.

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