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L’oralità torna in auge con la ricerca vocale

La ricerca vocale nei motori di ricerca è diventata un vero e proprio trend nel 2017, ma già qualche anno fa iniziava a delinearsi come un nuovo modo di cercare da parte degli utenti. Sembra che la tecnologia più vecchia del mondo – la scrittura – stia cedendo il passo all’oralità: oggi chi usa i motori di ricerca preferisce la parola alla digitazione.

Chi usa i motori di ricerca inizia a preferire la parola alla digitazione

Cosa vuol dire ricerca vocale?

È opportuno descrivere tre diversi aspetti legati alla ricerca vocale:

  • Google Home, Amazon Echo: si tratta di dispositivi hardware che si possono mettere in casa o in altri luoghi e che sono progettati per “ascoltare” o eseguire una serie di comandi predefiniti, come ad esempio ordinare una pizza
  • ricerca interna allo smartphone ed assistenti personali: un ecosistema interno allo smartphone, dove si crea una SERP mixando tra informazioni presenti nel telefono (rubrica, app scaricate) e recuperate da internet. La ricerca può avvenire anche tramite assistenti personali, come ad esempio Siri o Google Now
  • ricerca vocale su Google – l’opzione di ricerca offerta da Google direttamente nel browser o nella sua app

Può essere utile al mio business?

Questo fenomeno porta con sé delle domande inevitabili: “lo devo considerare per il mio business?”, “In concreto cosa posso fare?”, “I numeri non saranno ancora troppo irrisori per muoversi?”.

Ad oggi non ci sono ancora dati precisi sugli effetti della ricerca vocale sulle query, ma Google è intenzionato a darci questi insight nella sua Search Console. Già questo è un indicatore della sua importanza.

Possiamo ricavare anche alcuni dati statistici per il mercato USA dall’articolo che ho linkato sopra:

  • il 55% degli adolescenti e il 41% degli adulti usa ogni giorno la ricerca vocale
  • il 59% degli adolescenti usa la ricerca mentre guarda la TV
  • il 23% degli adulti usa la ricerca vocale mentre cucina

E le persone cosa cercano?

Secondo le statistiche in possesso di Google le ricerche vocali possono essere:

  • informative
  • legate a bisogni del momento, i cosiddetti micro-momenti (es.: ristorante vicino a me, che tempo fa, a che ora apre un negozio)

Non riguardano invece (per ora):

  • argomenti “sensibili”, come salute o temi che è difficile pronunciare a voce alta in pubblico
  • siti web che richiedono interazione da parte dell’utente

Fonte dei dati: (pdf presente in questo link https://martechtoday.com/voice-search-data-two-trends-will-shape-online-marketing-2017-196949)

Due parole per descrivere le ricerche vocali: micro-momenti e informazioni

Nell’attesa di avere degli scenari più definiti, può essere utile prendere in considerazione alcuni aspetti che al momento hanno già dei riflessi sulla ricerca vocale da smartphone e sul browser di Google. Qui di seguito li elenco per punti.

1. Analisi dei dati e interviste ai clienti

La prima cosa da fare per verificare se ha senso lavorare sulla ricerca vocale è capire quali ricerche fa il tuo pubblico. Ad esempio se i tuoi clienti o potenziali clienti non ricercano per micromomenti non ha senso per ora sviluppare una strategia SEO dedicata alla ricerca vocale. L’analisi dei dati statistici in tuo possesso ti permette di avere quante più informazioni possibili sul tuo pubblico e prevedere eventuali evoluzioni.

Su cosa concentrarsi?

  • Raccogliere informazioni dai clienti (surveys)
  • Mappare gli intenti di ricerca in maniera periodica
  • Verificare se la fetta di utenti che naviga da mobile è rilevante o rappresenta la maggioranza
  • Analizzare quanti utenti usano iOS, per capire se fare attenzione anche alla ricerca su Bing e Apple Maps (vedi sotto)

2. Ricerche di long tail

Dette in italiano di “coda lunga”, queste ricerche sono tipiche della ricerca vocale. A voce è più semplice fare domande articolate o ricerche dettagliate. Di conseguenza se hai capito che il tuo audiance inizia ad usare la ricerca vocale, un ottimo modo di intercettarlo è individuare le ricerche di long tail.

Su cosa concentrarsi?

  • Usare tool di keyword discovery come Answer the public
  • Strutturare le pagine del sito in modo che le informazioni siano facili da reperire per Google (vedi: featured snippet)

3. Ricerca Local

Nel caso di attività legate al territorio diventa sempre più importante curare la propria presenza local nella ricerca di Google e da smartphone. Il local è un grande classico che non tramonta mai e deve essere un must assicurarsi che ci siano quante più informazioni possibili dentro e fuori dal tuo sito.

Lo si può fare tramite Google MyBusiness (risultati local di Google) e Apple Maps Connect (risultati local per la ricerca in iOS).

Su cosa concentrarsi?

  • Indirizzo, numero di telefono, orari di apertura
  • Ratings* – le famose stelline che aiutano ad essere tra i primi nel posizionamento

* sia sulle schede Mybusiness che su TripAdvisor nel caso di strutture ricettive o ristoranti.

Il local, un grande classico utile anche alla ricerca vocale.

4. Bing e iOS

Sebbene la maggioranza delle ricerche venga fatta ad oggi su Google anche in Italia, lo scenario potrebbe evolversi con la ricerca vocale. Infatti da uno studio negli USA emerge che la maggioranza degli utenti iPhone utilizza Siri come “motore di ricerca” – solo il 16% non lo fa http://searchengineland.com/survey-siri-googles-nearest-mobile-search-competitor-272640

A mio avviso sarebbe quindi utile dare un’occhio alla visibilità del proprio sito su Bing, visto che iOS pesca da lì i risultati di ricerca.

Su cosa concentrarsi?

  • Bing webmaster (www.bing.com/toolbox/webmaster)
  • Bing Places

5. Markup di Schema.org

Per come è stata concepita la ricerca vocale di Google, i markup di Schema.org hanno un ruolo ancora più importante. Sì servono proprio a tracciare il fantomatico “web semantico” di cui si parla dagli albori dell’internet 2.0.

Su cosa concentrarsi?

  • Inserire nel tuo sito i markup di base (es.: Local business, Organization)
  • Mappare tutti i contenuti che possono essere dotati di markup. Su Schema.org c’è l’imbarazzo della scelta

Se usate poi il formato JSON-LD, faciliterà l’integrazione nel codice del sito.

Google unisce i puntini grazie ai markup di Schema.org

E tu hai già fatto delle riflessioni sulla ricerca vocale e su che effetti potrebbe avere nella tua strategia SEO?

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