NOI

Alessandro

UX e CRO

Un mix di culture senza radici fisse. Credo nell’empatia e nella buona musica.

Scrivere una presentazione su te stesso ti costringe a guardarti dentro e chiederti: chi sei veramente? Come ti vedono le altre persone? Forse alla fine di questo articolo non sarai solo tu a conoscermi meglio, ma anche io a conoscere meglio me stesso.

Sono nato in Italia ma sono cresciuto un po’ dappertutto. Ho la fortuna di far parte di una famiglia composta da culture, lingue e punti di vista diversi. Da piccolo alla TV saltavo tra l’Albero Azzurro e i cartoni russi degli anni 80, mentre a scuola parlavo inglese. In vacanza ero solito sfuggire ai miei genitori che, disperati dopo minuti interminabili di ricerca, mi trovavano a chiacchierare con sconosciuti in lingue diverse.

Oggi se sfuggo avviso o lo fisso a calendario (ho imparato dai miei errori), ma mantengo la stessa curiosità sfrenata e la voglia di capire, esplorare, comunicare. Infatti la mia attenzione è in gran parte focalizzata sul mondo che mi circonda, mentre continuo a sondare le sue strutture e i suoi sistemi per risolvere problemi e inventare modalità nuove di fare le cose.

Per questo sono un grande fan del “human-centered design”: è un modus operandi che consente di progettare prodotti, servizi, sistemi ed esperienze che rispondono alle esigenze fondamentali di coloro che le usano. Sono quella persona in una festa che cercherà di convincerti che la parola ‘design’ non implica semplicemente fare cose “belle”, ma renderle utili a chi le usa prima di tutto. È un cambio di mentalità che secondo me è necessario in un paese come il nostro: di cose belle ne abbiamo tante, ma siamo malati di burocrazia e pensare in termini di utilità ci potrebbe agevolare molto (settore pubblico, sto parlando di te).

Oltre a queste aspetti un po’ filosofici, mi trovi a strimpellare sulla mia chitarra o al pianoforte, a giocare a Overwatch sulla mia PS4, o a sperimentare nuove combinazioni di sapori in cucina (partendo dalla premessa che la salsa piccante rende tutto più saporito).

Il mio obiettivo attuale è di trovare gioia nel disordine della “parte in mezzo” dei miei progetti – non solo la frenesia dell’inizio o la soddisfazione di raggiungere il traguardo. Vediamo se tra un paio d’anni ce l’avrò fatta.

Fuori dal lavoro

  • Musica
  • Viaggiare
  • Salsa piccante
  • Natura
  • Astronomia

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