I flussi automatici (come carrello abbandonato, welcome e le altre automation “always-on”) hanno una Revenue per Recipient - una misura del ricavo medio generato da ogni destinatario - molto più alta rispetto a newsletter e DEM.
Il motivo è semplice: arrivano nel momento giusto e sono personalizzati sul comportamento della persona.
Questa tendenza è confermata anche dal Benchmark Report 2025 di Klaviyo, che analizza le performance di email e SMS marketing tra campagne e flussi automatici, incrociando dati di più settori per offrire un quadro realistico e affidabile.
I benchmark sono utili perché ti aiutano a capire se le performance del tuo canale email sono in linea con il mercato o se ci sono aree dove puoi crescere. In altre parole, mostrano dove c’è margine di miglioramento e quali leve vale la pena potenziare.
Le 4 automazioni email più efficaci per generare ricavi
Secondo il Benchmark Report di Klaviyo, ci sono quattro flussi che, più di tutti, spingono ricavi ed engagement. Ecco il primo:
1. Flusso di Carrello Abbandonato: il leader assoluto
Il carrello abbandonato è in testa alla classifica.
Ha la Revenue per Recipient più alta (circa 2,64€ per destinatario) e il Place Order Rate migliore.
È una prima posizione scontata? Il motivo è semplice.
Il flusso di carrello abbandonato intercetta persone che sono ad un passo dal diventare clienti, una fase della journey in cui la propensione all’acquisto è massima ed è sufficiente un piccolo intervento per trasformare l’intenzione in una vendita..
Attivare l’email di carrello abbandonato ti permette di:
- raggiungere l’utente quando l’interesse è ancora vivo
- dare risposte a dubbi o frizioni che hanno bloccato l’acquisto
- riportare l’utente sul prodotto con un messaggio rilevante e tempestivo
Se il ToV del tuo brand lo consente, questo flusso è un ottimo spazio per usare toni più leggeri, ironici e memorabili — come fa Lego nelle sue email.

2. Il flusso di welcome: secondo classificato
Il Welcome Flow è il secondo flusso più efficace in assoluto.
Genera una Revenue per Recipient media di 2,00€ e un Place Order Rate dell’1,97% - un valore che può arrivare fino a 5 volte sopra la media per i brand più performanti.
Eppure, non è raro trovarlo spento, sottoutilizzato o costruito solo a metà.
Se non hai ancora attivato un welcome, vale la pena provarci!
Se invece esiste ma non sta rendendo, lavora su due leve: personalizzazione e segmentazione.
Usa gli zero-party data raccolti nei form per cambiare tono, contenuto e offerte in base al profilo dell’utente.
Se oggi chiedi solo l’email, valuta l’inserimento di 1–2 campi strategici che ti aiutino a parlare in modo più rilevante.
Un esempio semplice: Schesir un brand pet food

Potrebbe essere molto conveniente sapere se l’utente ha un gatto, un cane o più animali perchè questo permette di inviare consigli davvero utili e prodotti davvero pertinenti.
Qui sotto l’esempio della form di Zooplus.

3. Flusso di Browse Abandonment: riportare il traffico al sito
Il flusso di abbandono della navigazione è al terzo posto per impatto.
Genera una Revenue per Recipient media di 0,82€ e un Placed Order Rate allineato, ma la sua forza non è la conversione immediata: è il traffico qualificato che rimette in movimento.
Con un click rate medio vicino al 5%, questo flusso lavora per riportare l’utente sul sito, riattivare l’interesse e far ripartire la journey. I ricavi diventano un effetto collaterale positivo (comunque 10 volte superiori a una campagna standard).
Se hai già attivo un flusso di browse abandonment, puoi aumentare le performance partendo da questi punti:
- Inserisci feed dinamici: mostra i prodotti realmente visualizzati dall’utente
- Riduci i tempi: invia il primo messaggio entro 24 ore dall’ultima visita
- Aggiungi follow-up intelligenti: 2–3 email che rispondono ai principali dubbi o testano un incentivo leggero (10% di sconto, spedizione gratuita)
Brand come Patagonia lo usano per riportare sul sito chi ha mostrato interesse, senza forzare la mano e mantenendo uno stile coerente con il proprio storytelling.

4. Flusso Post-Acquisto: per costruire relazioni durature
I flussi Post-Acquisto si rivolgono ai clienti già acquisiti (nuovi o ricorrenti) e puntano sulla fidelizzazione più che sulla vendita immediata.
La Revenue per Recipient media è di circa 0,30€, ma l’open rate è tra i più alti: circa 60%.
Questo dimostra che curare l’esperienza immediata dopo l’acquisto genera più valore nel tempo: coinvolge, educa e rafforza la relazione con il brand.
Infatti per i top performer del settore, questi flussi possono generare fino a 4 volte più acquisti rispetto a comunicazioni tradizionali.
Se hai un flusso post acquisto e lo vuoi ottimizzare, inizia da questi punti:
- inserisci contenuti educativi o esperienziali legati al prodotto appena acquistato (es. una ricetta se hai un brand nel settore food)
- usa split condizionali per personalizzare il follow-up in base alla categoria o al prodotto
- offri raccomandazioni pertinenti per up-sell e cross-sell senza forzare la mano

Esempio: Cercatori di Semi

Esempio: Airalo
Come approcciarsi ai flussi in modo strategico
Impostare i flussi è un primo passo.
Se le tue risorse sono limitate, inizia da quelli più redditizi e poi passa agli altri.
Coinvolgi i colleghi, anche di altri reparti come il customer care: per rendere il contenuto dei messaggi veramente rilevante. I flussi non servono solo a vendere. Sono uno strumento per nutrire e curare relazioni digitali con la tua community e i clienti.
Oltre alla semplice strategia commerciale o ad un lavoro fatto “tecnicamente” bene, ricordati che le tue comunicazioni raggiungono persone reali. Per fare davvero la differenza, vai oltre sconti e promozioni: punta su empatia, autenticità e coerenza tra tutti i touchpoint.
Il secondo è ottimizzare i flussi attraverso la personalizzazione
Spesso si tende a pensare che appena le automazioni principali sono online il lavoro sia concluso, ma è proprio quando i principali flussi sono impostati che inizia il bello!
La domanda che può guidarti è: “Ci sono cluster rilevanti da trattare separatamente dal resto dell’audience?”
I dati parlano chiaro: la differenza tra la media del settore e il Top 10% è la personalizzazione. Messaggi generici alla lista intera hanno sempre meno engagement e conversioni rispetto a campagne mirate.
Se vuoi migliorare le performance dei tuoi flussi (e del canale email), dai priorità ai sui punti strategici per il tuo business.
Inizia così: individua le aree su cui vuoi eccellere, ad esempio il flusso di carrello abbandonato, e stabilisci un obiettivo concreto, come “raggiungere la media dei Top 10% del settore”.
Una volta che hai stabilito obiettivi e priorità, potrai scegliere 1 o 2 idee concrete da implementare immediatamente nel flusso di carrello che hai online.
Caso studio: la personalizzazione dei messaggi migliora le performance
Un cliente Moca del settore gioielli aveva un obiettivo chiaro per l’anno: aumentare i ricavi dal canale email.
Abbiamo deciso di ottimizzare e migliorare l’architettura di marketing automation attiva partendo proprio dal carrello abbandonato.
Il nuovo flusso che abbiamo disegnato utilizza segmentazione, personalizzazione e omnicanalità per migliorare i risultati raggiunti.
Nella pratica significa che il flusso utilizza messaggi diversi a seconda di varie casistiche:
- iscritto/non iscritto alla newsletter
- cliente/non cliente
Inoltre, dopo un’analisi dei dati a disposizione, abbiamo:
- ridotto le email (da 6 a 3) rispetto alla struttura presente nel precedente ESP
- integrato l’invio di messaggi whatsapp per i clienti
Sono passati più di 6 mesi dal go live della nuova struttura e abbiamo potuto monitorare un trend che si è consolidato nel tempo. Anche a parità di click rate, la nuova versione risulta più efficace in termini di vendite per tutti i mercati coinvolti.

Usa benchmark e KPI per guidare la strategia email
Per avere un approccio strutturato, i dati sono fondamentali.
Se non hai ancora uno storico di report o KPI, puoi partire dai benchmark di settore: ti aiutano a capire come performa il canale email rispetto a progetti simili.
Parallelamente, scegli i KPI (Key Performance Indicators) più significativi da monitorare nel tempo. Alcuni esempi:
- click rate
- placed order rate
- tasso di riacquisto
- tasso di conversione del database
- churn rate
- Average Order Value
Monitorare i KPI che la tua azienda si è posta per il canale email, trimestre su trimestre o anno su anno, ti permette di seguire i trend, individuare cali improvvisi e attivare interventi mirati.
In pratica, i KPI abilitano interventi mirati e ti aiutano a capire dove concentrare risorse e azioni. In questo modo andrai ad intervenire solo dove serve davvero, rendendo la strategia più efficace e sostenibile.
I flussi: l’ingrediente “segreto” per un canale email efficace
“Inviare tutto a tutti” è decisamente meglio che non inviare, ma ormai il full send non basta più.
Un messaggio inviato all’intera lista avrà quasi sempre engagement e conversioni inferiori rispetto a campagne mirate e contestualizzate.
Una strategia efficace è data-driven: si basa su segmentazione, personalizzazione e tempistiche ottimizzate.
Questo vale anche per le comunicazioni del piano editoriale, ma il vero “asso nella manica” sono i flussi automatici.
I flussi sono scalabili, seguono un’azione proattiva e parlano al destinatario nel momento giusto. Automatizzano il lavoro e mantengono alta la rilevanza dei messaggi.
Per ottenere il massimo dal canale, è fondamentale sviluppare relazioni digitali più intelligenti: andare oltre gli sconti, sfruttare i dati del cliente per segmentazioni più precise e personalizzazioni più efficaci.









