I 4 flussi email che generano più ricavi

Di Giulia De Rosa
Pubblicato il: 27/01/2026

I flussi automatici (come carrello abbandonato, welcome e le altre automation “always-on”) hanno una Revenue per Recipient - una misura del ricavo medio generato da ogni destinatario - molto più alta rispetto a newsletter e DEM.

Il motivo è semplice: arrivano nel momento giusto e sono personalizzati sul comportamento della persona.

Questa tendenza è confermata anche dal Benchmark Report 2025 di Klaviyo, che analizza le performance di email e SMS marketing tra campagne e flussi automatici, incrociando dati di più settori per offrire un quadro realistico e affidabile.

I benchmark sono utili perché ti aiutano a capire se le performance del tuo canale email sono in linea con il mercato o se ci sono aree dove puoi crescere. In altre parole, mostrano dove c’è margine di miglioramento e quali leve vale la pena potenziare.

Perché le automazioni email funzionano meglio di DEM e newsletter

Le automazioni inviano messaggi contestualizzati e tempestivi, attivati da un’azione reale dell’utente.

Non partono in un giorno previsto dal calendario commerciale, ma dal comportamento di una persona.

Quando qualcuno si iscrive alla newsletter, si attiva il flusso di benvenuto.

Quando completa un acquisto, parte il post-acquisto o un flusso di loyalty.

Questi messaggi arrivano in un momento in cui l’attenzione verso il brand è alta, ed è qui che cresce anche la probabilità di conversione.

La loro forza sta tutta nella rilevanza: l’utente riceve esattamente ciò che si aspetta, nel momento giusto della sua customer journey.

È questo che aumenta engagement, fiducia e, di conseguenza, ricavi.

Le automazioni permettono di sfruttare anche diversi livelli di personalizzazione.

Un esempio: posso ricevere un flusso di benvenuto diverso se mi iscrivo da un pop up di lead generation o se mi iscrivo in fase di checkout.

Usare bene i dati e segmentare in modo intelligente fa la differenza: porta a contenuti più pertinenti, più utili e più performanti. È il modo migliore per distinguersi davvero.

Le 4 automazioni email più efficaci per generare ricavi

Secondo il Benchmark Report di Klaviyo, ci sono quattro flussi che, più di tutti, spingono ricavi ed engagement. Ecco il primo:

1. Flusso di Carrello Abbandonato: il leader assoluto

Il carrello abbandonato è in testa alla classifica.

Ha la Revenue per Recipient più alta (circa 2,64€ per destinatario) e il Place Order Rate migliore.

È una prima posizione scontata? Il motivo è semplice.

Il flusso di carrello abbandonato intercetta persone che sono ad un passo dal diventare clienti, una fase della journey in cui la propensione all’acquisto è massima ed è sufficiente un piccolo intervento per trasformare l’intenzione in una vendita..

Attivare l’email di carrello abbandonato ti permette di:

  • raggiungere l’utente quando l’interesse è ancora vivo
  • dare risposte a dubbi o frizioni che hanno bloccato l’acquisto
  • riportare l’utente sul prodotto con un messaggio rilevante e tempestivo

Se il ToV del tuo brand lo consente, questo flusso è un ottimo spazio per usare toni più leggeri, ironici e memorabili — come fa Lego nelle sue email.

Carrello Abbandonato Lego

2. Il flusso di welcome: secondo classificato

Il Welcome Flow è il secondo flusso più efficace in assoluto.

Genera una Revenue per Recipient media di 2,00€ e un Place Order Rate dell’1,97% - un valore che può arrivare fino a 5 volte sopra la media per i brand più performanti.

Eppure, non è raro trovarlo spento, sottoutilizzato o costruito solo a metà.

Se non hai ancora attivato un welcome, vale la pena provarci!

Se invece esiste ma non sta rendendo, lavora su due leve: personalizzazione e segmentazione.
Usa gli zero-party data raccolti nei form per cambiare tono, contenuto e offerte in base al profilo dell’utente.

Se oggi chiedi solo l’email, valuta l’inserimento di 1–2 campi strategici che ti aiutino a parlare in modo più rilevante.

Un esempio semplice: Schesir un brand pet food

Flusso Welcome Schesir

Potrebbe essere molto conveniente sapere se l’utente ha un gatto, un cane o più animali perchè questo permette di inviare consigli davvero utili e prodotti davvero pertinenti.

Qui sotto l’esempio della form di Zooplus.

Flusso Welcome Zooplus

3. Flusso di Browse Abandonment: riportare il traffico al sito

Il flusso di abbandono della navigazione è al terzo posto per impatto.

Genera una Revenue per Recipient media di 0,82€ e un Placed Order Rate allineato, ma la sua forza non è la conversione immediata: è il traffico qualificato che rimette in movimento.

Con un click rate medio vicino al 5%, questo flusso lavora per riportare l’utente sul sito, riattivare l’interesse e far ripartire la journey. I ricavi diventano un effetto collaterale positivo (comunque 10 volte superiori a una campagna standard).

Se hai già attivo un flusso di browse abandonment, puoi aumentare le performance partendo da questi punti:

  • Inserisci feed dinamici: mostra i prodotti realmente visualizzati dall’utente
  • Riduci i tempi: invia il primo messaggio entro 24 ore dall’ultima visita
  • Aggiungi follow-up intelligenti: 2–3 email che rispondono ai principali dubbi o testano un incentivo leggero (10% di sconto, spedizione gratuita)

Brand come Patagonia lo usano per riportare sul sito chi ha mostrato interesse, senza forzare la mano e mantenendo uno stile coerente con il proprio storytelling.

Flusso di Browse Abandonment Patagonia

4. Flusso Post-Acquisto: per costruire relazioni durature

I flussi Post-Acquisto si rivolgono ai clienti già acquisiti (nuovi o ricorrenti) e puntano sulla fidelizzazione più che sulla vendita immediata.

La Revenue per Recipient media è di circa 0,30€, ma l’open rate è tra i più alti: circa 60%.

Questo dimostra che curare l’esperienza immediata dopo l’acquisto genera più valore nel tempo: coinvolge, educa e rafforza la relazione con il brand.

Infatti per i top performer del settore, questi flussi possono generare fino a 4 volte più acquisti rispetto a comunicazioni tradizionali.

Se hai un flusso post acquisto e lo vuoi ottimizzare, inizia da questi punti:

  • inserisci contenuti educativi o esperienziali legati al prodotto appena acquistato (es. una ricetta se hai un brand nel settore food)
  • usa split condizionali per personalizzare il follow-up in base alla categoria o al prodotto
  • offri raccomandazioni pertinenti per up-sell e cross-sell senza forzare la mano
Flusso Post-Acquisto Cercatori di Semi

Esempio: Cercatori di Semi

Flusso Post-Acquisto di Airalo

Esempio: Airalo

Come approcciarsi ai flussi in modo strategico

Impostare i flussi è un primo passo.

Se le tue risorse sono limitate, inizia da quelli più redditizi e poi passa agli altri.

Coinvolgi i colleghi, anche di altri reparti come il customer care: per rendere il contenuto dei messaggi veramente rilevante. I flussi non servono solo a vendere. Sono uno strumento per nutrire e curare relazioni digitali con la tua community e i clienti.

Oltre alla semplice strategia commerciale o ad un lavoro fatto “tecnicamente” bene, ricordati che le tue comunicazioni raggiungono persone reali. Per fare davvero la differenza, vai oltre sconti e promozioni: punta su empatia, autenticità e coerenza tra tutti i touchpoint.

Il secondo è ottimizzare i flussi attraverso la personalizzazione

Spesso si tende a pensare che appena le automazioni principali sono online il lavoro sia concluso, ma è proprio quando i principali flussi sono impostati che inizia il bello!

La domanda che può guidarti è: “Ci sono cluster rilevanti da trattare separatamente dal resto dell’audience?”

I dati parlano chiaro: la differenza tra la media del settore e il Top 10% è la personalizzazione. Messaggi generici alla lista intera hanno sempre meno engagement e conversioni rispetto a campagne mirate.

Se vuoi migliorare le performance dei tuoi flussi (e del canale email), dai priorità ai sui punti strategici per il tuo business.

Inizia così: individua le aree su cui vuoi eccellere, ad esempio il flusso di carrello abbandonato, e stabilisci un obiettivo concreto, come “raggiungere la media dei Top 10% del settore”.

Una volta che hai stabilito obiettivi e priorità, potrai scegliere 1 o 2 idee concrete da implementare immediatamente nel flusso di carrello che hai online.

Caso studio: la personalizzazione dei messaggi migliora le performance

Un cliente Moca del settore gioielli aveva un obiettivo chiaro per l’anno: aumentare i ricavi dal canale email.

Abbiamo deciso di ottimizzare e migliorare l’architettura di marketing automation attiva partendo proprio dal carrello abbandonato.

Il nuovo flusso che abbiamo disegnato utilizza segmentazione, personalizzazione e omnicanalità per migliorare i risultati raggiunti.

Nella pratica significa che il flusso utilizza messaggi diversi a seconda di varie casistiche:

  • iscritto/non iscritto alla newsletter
  • cliente/non cliente

Inoltre, dopo un’analisi dei dati a disposizione, abbiamo:

  • ridotto le email (da 6 a 3) rispetto alla struttura presente nel precedente ESP
  • integrato l’invio di messaggi whatsapp per i clienti

Sono passati più di 6 mesi dal go live della nuova struttura e abbiamo potuto monitorare un trend che si è consolidato nel tempo. Anche a parità di click rate, la nuova versione risulta più efficace in termini di vendite per tutti i mercati coinvolti.

Risultati caso studio dopo 6 mesi di attività

Usa benchmark e KPI per guidare la strategia email

Per avere un approccio strutturato, i dati sono fondamentali.

Se non hai ancora uno storico di report o KPI, puoi partire dai benchmark di settore: ti aiutano a capire come performa il canale email rispetto a progetti simili.

Parallelamente, scegli i KPI (Key Performance Indicators) più significativi da monitorare nel tempo. Alcuni esempi:

  • click rate
  • placed order rate
  • tasso di riacquisto
  • tasso di conversione del database
  • churn rate
  • Average Order Value

Monitorare i KPI che la tua azienda si è posta per il canale email, trimestre su trimestre o anno su anno, ti permette di seguire i trend, individuare cali improvvisi e attivare interventi mirati.

In pratica, i KPI abilitano interventi mirati e ti aiutano a capire dove concentrare risorse e azioni. In questo modo andrai ad intervenire solo dove serve davvero, rendendo la strategia più efficace e sostenibile.

I flussi: l’ingrediente “segreto” per un canale email efficace

“Inviare tutto a tutti” è decisamente meglio che non inviare, ma ormai il full send non basta più.

Un messaggio inviato all’intera lista avrà quasi sempre engagement e conversioni inferiori rispetto a campagne mirate e contestualizzate.

Una strategia efficace è data-driven: si basa su segmentazione, personalizzazione e tempistiche ottimizzate.

Questo vale anche per le comunicazioni del piano editoriale, ma il vero “asso nella manica” sono i flussi automatici.

I flussi sono scalabili, seguono un’azione proattiva e parlano al destinatario nel momento giusto. Automatizzano il lavoro e mantengono alta la rilevanza dei messaggi.

Per ottenere il massimo dal canale, è fondamentale sviluppare relazioni digitali più intelligenti: andare oltre gli sconti, sfruttare i dati del cliente per segmentazioni più precise e personalizzazioni più efficaci.

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