SEO per Instagram, cos’è e come metterla in pratica sul proprio profilo

Di Giulia Fina e Jessica Pessotto
Pubblicato il: 13/01/2026

Un tempo Instagram era il regno dei filtri vintage e delle foto di piatti elaborati (chi si ricorda hashtag come #foodporn o #ThrowBackThursday?). Oggi, invece, è diventato molto di più: un vero e proprio motore di ricerca, che le persone usano per scoprire nuove destinazioni di viaggio, ristoranti, recensioni di prodotti e brand da seguire.​

Questo cambiamento riguarda soprattutto le nuove generazioni: quasi la metà della Gen Z e oltre un terzo dei Millennial preferiscono cercare direttamente su piattaforme come Instagram o TikTok (ne parliamo in questo articolo) rispetto ai motori di ricerca tradizionali, e circa 1 utente su 4 considera i social media la propria fonte principale di ricerca. Per chi lavora nel marketing, nella creazione di contenuti o nella gestione di un brand, questo “cambio di rotta” è la prova che la SEO tradizionale non è più sufficiente, perché gli utenti si muovono tra motori di ricerca, social, piattaforme video, chatbot e app.​ (Fonte: For Gen Z, TikTok Is the New Search Engine - The New York Times).

Siamo entrati nell’era della Search Everywhere Optimization, in cui la SEO per Instagram diventa una leva strategica per aumentare la visibilità, intercettare nuove audience e restare competitivi. Curare la SEO del proprio profilo Instagram significa posizionarsi non solo su Google, ma anche all’interno dell’ecosistema stesso della piattaforma.​

ricerca per come sostituire la fecola di patate

Se proviamo a cercare “come sostituire la fecola di patate” attualmente su Google troveremo come 1° risultato un post di Instagram.

Cos’è la SEO per Instagram

La SEO per Instagram consiste nell’ottimizzare profilo e contenuti per aumentare la visibilità nei risultati di ricerca interni (barra di ricerca, scheda “Account”, “Luoghi”, “Audio”, “Tag”) e favorire il posizionamento dei contenuti Instagram anche nella pagina dei risultati di ricerca di Google (SERP).

Instagram mostra i contenuti in base a diversi fattori, tra cui:

  • le parole digitate nella ricerca
  • i profili e i contenuti visitati o con cui gli utenti interagiscono
  • la popolarità di post e Reels (like, commenti, condivisioni, salvataggi).​

Per questo, l’uso corretto di keyword e hashtag aumenta le probabilità di comparire tra i primi risultati. I principali elementi del profilo da ottimizzare includono: bio, alt text delle immagini, nome utente e nome profilo, didascalie dei post e tag di posizione, che lavorano insieme per rendere il tuo account più facilmente “trovabile”.​

ottimizzazione profilo ig

Una volta ottimizzati questi aspetti, il brand può aumentare la visibilità organica, migliorare il posizionamento nella ricerca interna e avviare una crescita più costante della community.

Instagram SEO ≠ Google SEO

Instagram e Google condividono alcuni principi (come l’importanza delle parole chiave), ma sono due ecosistemi molto diversi per funzionamento, segnali di ranking e tipologia di contenuti premiati.​

  • Google scansiona l’intero web, mentre Instagram prende in considerazione solo ciò che viene pubblicato all’interno della piattaforma​
  • Google attribuisce grande peso a backlink, struttura tecnica e metadata, mentre Instagram si basa soprattutto su coinvolgimento (engagement), formato e qualità dei contenuti visivi​
  • su Google alcuni contenuti possono posizionarsi per anni, su Instagram la priorità va a ciò che è nuovo, rilevante e coinvolgente nel breve periodo​
  • Google di rado personalizza i risultati, Instagram invece lo fa in modo estremo: a parità di keyword, due utenti possono vedere risultati completamente diversi in base a interazioni, interessi e cronologia.​

In pratica, la SEO su Instagram è più vicina a una combinazione di content strategy + ottimizzazione semantica + social engagement, rispetto alla SEO classica on-page e off-page. Per ottenere risultati, è necessario lavorare sia sulla qualità dei contenuti piuttosto che sui segnali social (salvataggi, condivisioni, tempo di visualizzazione).​

Come funziona l’algoritmo nel feed e nella ricerca

Il feed di Instagram non è più cronologico: è composto da post e Reels degli account seguiti, ma anche da contenuti suggeriti in base a interessi e comportamenti. Questo significa che un contenuto ben ottimizzato può raggiungere persone che ancora non seguono il profilo, se risulta rilevante per i loro interessi.​

I segnali principali che l’algoritmo considera nel feed includono:

  • attività dell’utente: vengono mostrati contenuti legati a temi e account con cui l’utente interagisce già (like, salvataggi, condivisioni, commenti)​
  • informazioni sul post: se un contenuto ottiene rapidamente engagement (mi piace, salvataggi, condivisioni, tempo di visualizzazione), aumenta la probabilità che venga spinto nel feed​
  • informazioni sull’autore: vengono suggeriti contenuti di profili simili a quelli con cui l’utente interagisce abitualmente​
  • cronologia delle interazioni: se un utente visita spesso un profilo o interagisce con i suoi contenuti, l’algoritmo tende a mostrarglieli più spesso.​

In sintesi, più alto è il livello di engagement dei post, maggiore è la visibilità nel feed. La SEO su Instagram deve quindi puntare a contenuti che non solo contengano le parole chiave giuste, ma che siano anche in grado di generare interazioni reali.​

Un approfondimento sulla pagina Esplora

La pagina “Esplora” è una sezione chiave per la crescita organica: è interamente popolata da contenuti di profili che l’utente non segue ancora, ma che Instagram ritiene potenzialmente interessanti. Qui entrano in gioco soprattutto i contenuti che hanno dimostrato di generare forte engagement in poco tempo.​

Condividere contenuti coinvolgenti, accompagnati da didascalie curate, parole chiave pertinenti e hashtag di nicchia, significa aumentare le probabilità di comparire in Esplora e raggiungere utenti al di fuori della propria base di follower.​

Cosa ottimizzare in un profilo Instagram

1. Ottimizzazione del profilo

La prima base della Instagram SEO è un profilo chiaro, completo e ricco di keyword rilevanti. Il profilo è il “biglietto da visita” che l’algoritmo utilizza per capire di cosa ti occupi e per quali ricerche mostrarti.​

Alcuni accorgimenti pratici:

  • usare un handle e un nome profilo ricchi di keyword: se l’account è di uno chef vegano, un nickname come @veganchefSophia e un nome come “Sophia | Chef vegana a NYC” aiutano Instagram a collegare il profilo a ricerche legate a cucina vegana, ricette plant-based, ristoranti vegani ​
  • scrivere una bio efficace (e ottimizzata) come una meta description: inserire parole chiave, proposta di valore chiara e, se possibile, una call-to-action o un link strategico​
  • impostare il tipo di profilo (“Personale”, “Business” o “Creator”) e scegliere la categoria più adatta (es. Ristorante, Brand, Chef, Creator digitale), così da comparire nelle ricerche di settore.​

Un profilo curato, con immagine, bio, link e contatti completi, comunica professionalità agli utenti e segnali chiari all’algoritmo. Al contrario, un profilo incompleto limita le possibilità di posizionamento, anche con contenuti di qualità.​

2. Caption e hashtag

Le didascalie sono uno spazio prezioso per lavorare su keyword, storytelling e engagement. Una caption ben scritta aiuta a contestualizzare il contenuto, stimolare interazioni e aumentare le probabilità di comparire nelle ricerche interne.​

Suggerimenti per ottimizzare caption e hashtag:

  • usare parole chiave naturali nel testo: inserire keyword correlate al tema del post all’interno di una frase scorrevole, evitando liste innaturali
  • evitare il “keyword stuffing”: ripetere in modo forzato le stesse parole chiave peggiora l’esperienza utente e non aiuta l’algoritmo
  • scegliere hashtag pertinenti e specifici, evitando quelli troppo generici o spam (come #follow4follow), e mantenendo un numero contenuto di hashtag, ad esempio fino a 3-5 per post, selezionati con attenzione
  • concludere con una call-to-action chiara, invitando gli utenti a commentare, salvare, condividere il post o seguire il profilo.​

In ottica SEO, la combinazione tra testo descrittivo, keyword contestualizzate e hashtag mirati contribuisce a rendere più “leggibile” il contenuto per l’algoritmo di ricerca di Instagram.​

3. Aggiungere la geolocalizzazione

Quando gli utenti usano la mappa di Instagram o la sezione “Luoghi”, possono scoprire nuove attività e contenuti vicini a loro attraverso post, storie e guide taggati con una posizione. Per i business locali, la geolocalizzazione è un elemento chiave di Instagram SEO.​

Gli utenti possono:

  • sfogliare i risultati nella sezione “Luoghi”
  • creare o selezionare posizioni personalizzate
  • cliccare sul tag di posizione per vedere altri contenuti della stessa area​
  • filtrare i contenuti della mappa per categoria e distanza, in modo simile a una ricerca locale.​

Inserire la geolocalizzazione nei post, nei Reels e nelle Storie è fondamentale per aumentare la visibilità sul territorio, soprattutto per ristoranti, negozi, hotel, studi professionali e attività locali. In questo modo il profilo può essere scoperto da chi cerca contenuti o servizi proprio in quella zona.​

Condivisione posizione ig

4. Pubblicazione costante

La costanza è uno dei pilastri della crescita organica su Instagram: pubblicare regolarmente aiuta a mantenere vivo il rapporto con la community e a segnalare all’algoritmo che il profilo è attivo. Un calendario editoriale coerente permette di presidiare le keyword di interesse nel tempo, con contenuti aggiornati e rilevanti.​

Instagram tende a favorire i contenuti freschi, che hanno maggiori possibilità di apparire nel feed, nella pagina Esplora e nei risultati di ricerca. I Reels, in particolare, godono di un boost di visibilità e rappresentano un formato molto potente per intercettare nuovi utenti.​

Per capire quando pubblicare, è utile sfruttare gli Insights di Instagram, che mostrano i giorni e gli orari in cui il pubblico è più attivo. Analizzare questi dati e testarli nel tempo permette di affinare la strategia di pubblicazione in funzione delle performance reali.​

5. Generare engagement

L’engagement è uno dei segnali più forti per l’algoritmo: like, commenti, salvataggi e condivisioni comunicano che un contenuto è rilevante e utile per le persone. Per questo, generare interazioni autentiche è centrale in qualsiasi strategia di Instagram SEO.​

Alcune leve da utilizzare:

  • invitare esplicitamente gli utenti a salvare il post (ad esempio per guide, checklist, tutorial)​
  • stimolare le condivisioni, creando contenuti che le persone sentano il desiderio di inoltrare o ripostare (caroselli educational, citazioni, mini guide)
  • avviare conversazioni nei commenti e rispondere attivamente alle risposte ricevute, così da prolungare il dialogo e aumentare il numero di interazioni sotto il contenuto.​

Queste azioni non migliorano solo il posizionamento, ma rafforzano anche la relazione con la community, rendendo il profilo più riconoscibile e autorevole nel tempo.​

6. Usare l’Alt text

L’Alt text è un elemento fondamentale sia per l’accessibilità sia per la SEO, su web e su Instagram. Serve a descrivere le immagini alle persone ipovedenti e ad aiutare i sistemi automatici a comprendere il contenuto visivo.​

Se non viene inserito manualmente, Instagram genera un Alt text automatico tramite intelligenza artificiale, ma questo spesso è generico o incompleto. Scrivere manualmente un testo alternativo accurato e ricco di parole chiave pertinenti aumenta le probabilità che l’immagine venga interpretata correttamente e posizionata per le ricerche giuste.​

Un buon Alt text dovrebbe:

  • descrivere in modo chiaro ciò che si vede nell’immagine (oggetti, persone, contesto)
  • includere una o due keyword rilevanti coerenti con il tema del post​
  • evitare formule ridondanti come “immagine di…” e concentrarsi sulle informazioni realmente utili.​

Oltre a migliorare la copertura all’interno di Instagram, un Alt text ben curato contribuisce alla visibilità anche su Google, che indicizza sempre più contenuti pubblici della piattaforma.​

Alt Text immagine ig

6 Errori da evitare

Per sfruttare al massimo la SEO su Instagram è importante anche sapere cosa non fare. Alcuni errori rischiano di compromettere la visibilità o la credibilità del profilo, anche in presenza di buoni contenuti.​

  1. fare spam di keyword in bio o didascalie: ripetere la stessa parola chiave in modo innaturale può risultare fastidioso per gli utenti e poco efficace per l’algoritmo​
  2. utilizzare hashtag generici o non pertinenti: riducono la qualità del traffico e possono far percepire il profilo come poco curato o “spammy”​
  3. avere un profilo incompleto (senza bio, immagine profilo o link): limita la capacità dell’algoritmo di capire il settore e la proposta di valore​
  4. ignorare i commenti: non rispondere alle interazioni significa perdere occasioni di engagement e relazione​
  5. acquistare follower tramite bot: follower non reali o non interessati abbassano il tasso di engagement, con impatto negativo sulla distribuzione dei contenuti​
  6. pubblicare contenuti di altri brand o persone senza valore aggiunto: il nuovo algoritmo premia l’originalità e tende a ridurre la visibilità dei contenuti duplicati.​

Evitare queste pratiche permette di costruire una crescita più solida, sostenibile e coerente con le linee guida ufficiali della piattaforma.​

Perché trasformare Instagram in un canale di ricerca strategico

Instagram non è più solo un social di intrattenimento, ma una piattaforma di ricerca in cui le persone cercano attivamente prodotti, servizi e ispirazioni da inserire nella propria vita quotidiana.

Ottimizzare profilo, bio, didascalie, hashtag, geolocalizzazione e Alt text, unito a una strategia di pubblicazione costante e orientata all’engagement, permette di ottenere un doppio beneficio: maggiore visibilità all’interno dell’app e una presenza più forte nell’ecosistema di ricerca nel suo complesso.

Oggi, infatti, i contenuti pubblici di Instagram non vivono più soltanto dentro la piattaforma: possono emergere anche su Google, che sempre più spesso indicizza post e Reels (ne parla IlPost qui), e persino nei risultati forniti dai nuovi modelli linguistici (LLM), che utilizzano contenuti online per generare risposte e suggerimenti. Avere contenuti ottimizzati, chiari e semanticamente coerenti diventa quindi fondamentale non solo per essere trovati su Instagram, ma anche per aumentare le probabilità di apparire nelle ricerche web tradizionali e nei sistemi di risposta avanzati.

In questo scenario, trasformare Instagram in un vero canale di ricerca significa ampliare la propria presenza digitale e farsi trovare dalle persone ovunque stiano cercando.

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