Un tempo Instagram era il regno dei filtri vintage e delle foto di piatti elaborati (chi si ricorda hashtag come #foodporn o #ThrowBackThursday?). Oggi, invece, è diventato molto di più: un vero e proprio motore di ricerca, che le persone usano per scoprire nuove destinazioni di viaggio, ristoranti, recensioni di prodotti e brand da seguire.
Questo cambiamento riguarda soprattutto le nuove generazioni: quasi la metà della Gen Z e oltre un terzo dei Millennial preferiscono cercare direttamente su piattaforme come Instagram o TikTok (ne parliamo in questo articolo) rispetto ai motori di ricerca tradizionali, e circa 1 utente su 4 considera i social media la propria fonte principale di ricerca. Per chi lavora nel marketing, nella creazione di contenuti o nella gestione di un brand, questo “cambio di rotta” è la prova che la SEO tradizionale non è più sufficiente, perché gli utenti si muovono tra motori di ricerca, social, piattaforme video, chatbot e app. (Fonte: For Gen Z, TikTok Is the New Search Engine - The New York Times).
Siamo entrati nell’era della Search Everywhere Optimization, in cui la SEO per Instagram diventa una leva strategica per aumentare la visibilità, intercettare nuove audience e restare competitivi. Curare la SEO del proprio profilo Instagram significa posizionarsi non solo su Google, ma anche all’interno dell’ecosistema stesso della piattaforma.

Se proviamo a cercare “come sostituire la fecola di patate” attualmente su Google troveremo come 1° risultato un post di Instagram.
Cos’è la SEO per Instagram
La SEO per Instagram consiste nell’ottimizzare profilo e contenuti per aumentare la visibilità nei risultati di ricerca interni (barra di ricerca, scheda “Account”, “Luoghi”, “Audio”, “Tag”) e favorire il posizionamento dei contenuti Instagram anche nella pagina dei risultati di ricerca di Google (SERP).
Instagram mostra i contenuti in base a diversi fattori, tra cui:
- le parole digitate nella ricerca
- i profili e i contenuti visitati o con cui gli utenti interagiscono
- la popolarità di post e Reels (like, commenti, condivisioni, salvataggi).
Per questo, l’uso corretto di keyword e hashtag aumenta le probabilità di comparire tra i primi risultati. I principali elementi del profilo da ottimizzare includono: bio, alt text delle immagini, nome utente e nome profilo, didascalie dei post e tag di posizione, che lavorano insieme per rendere il tuo account più facilmente “trovabile”.

Una volta ottimizzati questi aspetti, il brand può aumentare la visibilità organica, migliorare il posizionamento nella ricerca interna e avviare una crescita più costante della community.
Instagram SEO ≠ Google SEO
Instagram e Google condividono alcuni principi (come l’importanza delle parole chiave), ma sono due ecosistemi molto diversi per funzionamento, segnali di ranking e tipologia di contenuti premiati.
- Google scansiona l’intero web, mentre Instagram prende in considerazione solo ciò che viene pubblicato all’interno della piattaforma
- Google attribuisce grande peso a backlink, struttura tecnica e metadata, mentre Instagram si basa soprattutto su coinvolgimento (engagement), formato e qualità dei contenuti visivi
- su Google alcuni contenuti possono posizionarsi per anni, su Instagram la priorità va a ciò che è nuovo, rilevante e coinvolgente nel breve periodo
- Google di rado personalizza i risultati, Instagram invece lo fa in modo estremo: a parità di keyword, due utenti possono vedere risultati completamente diversi in base a interazioni, interessi e cronologia.
In pratica, la SEO su Instagram è più vicina a una combinazione di content strategy + ottimizzazione semantica + social engagement, rispetto alla SEO classica on-page e off-page. Per ottenere risultati, è necessario lavorare sia sulla qualità dei contenuti piuttosto che sui segnali social (salvataggi, condivisioni, tempo di visualizzazione).
Come funziona l’algoritmo nel feed e nella ricerca
Il feed di Instagram non è più cronologico: è composto da post e Reels degli account seguiti, ma anche da contenuti suggeriti in base a interessi e comportamenti. Questo significa che un contenuto ben ottimizzato può raggiungere persone che ancora non seguono il profilo, se risulta rilevante per i loro interessi.
I segnali principali che l’algoritmo considera nel feed includono:
- attività dell’utente: vengono mostrati contenuti legati a temi e account con cui l’utente interagisce già (like, salvataggi, condivisioni, commenti)
- informazioni sul post: se un contenuto ottiene rapidamente engagement (mi piace, salvataggi, condivisioni, tempo di visualizzazione), aumenta la probabilità che venga spinto nel feed
- informazioni sull’autore: vengono suggeriti contenuti di profili simili a quelli con cui l’utente interagisce abitualmente
- cronologia delle interazioni: se un utente visita spesso un profilo o interagisce con i suoi contenuti, l’algoritmo tende a mostrarglieli più spesso.
In sintesi, più alto è il livello di engagement dei post, maggiore è la visibilità nel feed. La SEO su Instagram deve quindi puntare a contenuti che non solo contengano le parole chiave giuste, ma che siano anche in grado di generare interazioni reali.
Un approfondimento sulla pagina Esplora
La pagina “Esplora” è una sezione chiave per la crescita organica: è interamente popolata da contenuti di profili che l’utente non segue ancora, ma che Instagram ritiene potenzialmente interessanti. Qui entrano in gioco soprattutto i contenuti che hanno dimostrato di generare forte engagement in poco tempo.
Condividere contenuti coinvolgenti, accompagnati da didascalie curate, parole chiave pertinenti e hashtag di nicchia, significa aumentare le probabilità di comparire in Esplora e raggiungere utenti al di fuori della propria base di follower.
Cosa ottimizzare in un profilo Instagram
1. Ottimizzazione del profilo
La prima base della Instagram SEO è un profilo chiaro, completo e ricco di keyword rilevanti. Il profilo è il “biglietto da visita” che l’algoritmo utilizza per capire di cosa ti occupi e per quali ricerche mostrarti.
Alcuni accorgimenti pratici:
- usare un handle e un nome profilo ricchi di keyword: se l’account è di uno chef vegano, un nickname come @veganchefSophia e un nome come “Sophia | Chef vegana a NYC” aiutano Instagram a collegare il profilo a ricerche legate a cucina vegana, ricette plant-based, ristoranti vegani
- scrivere una bio efficace (e ottimizzata) come una meta description: inserire parole chiave, proposta di valore chiara e, se possibile, una call-to-action o un link strategico
- impostare il tipo di profilo (“Personale”, “Business” o “Creator”) e scegliere la categoria più adatta (es. Ristorante, Brand, Chef, Creator digitale), così da comparire nelle ricerche di settore.
Un profilo curato, con immagine, bio, link e contatti completi, comunica professionalità agli utenti e segnali chiari all’algoritmo. Al contrario, un profilo incompleto limita le possibilità di posizionamento, anche con contenuti di qualità.
2. Caption e hashtag
Le didascalie sono uno spazio prezioso per lavorare su keyword, storytelling e engagement. Una caption ben scritta aiuta a contestualizzare il contenuto, stimolare interazioni e aumentare le probabilità di comparire nelle ricerche interne.
Suggerimenti per ottimizzare caption e hashtag:
- usare parole chiave naturali nel testo: inserire keyword correlate al tema del post all’interno di una frase scorrevole, evitando liste innaturali
- evitare il “keyword stuffing”: ripetere in modo forzato le stesse parole chiave peggiora l’esperienza utente e non aiuta l’algoritmo
- scegliere hashtag pertinenti e specifici, evitando quelli troppo generici o spam (come #follow4follow), e mantenendo un numero contenuto di hashtag, ad esempio fino a 3-5 per post, selezionati con attenzione
- concludere con una call-to-action chiara, invitando gli utenti a commentare, salvare, condividere il post o seguire il profilo.
In ottica SEO, la combinazione tra testo descrittivo, keyword contestualizzate e hashtag mirati contribuisce a rendere più “leggibile” il contenuto per l’algoritmo di ricerca di Instagram.
3. Aggiungere la geolocalizzazione
Quando gli utenti usano la mappa di Instagram o la sezione “Luoghi”, possono scoprire nuove attività e contenuti vicini a loro attraverso post, storie e guide taggati con una posizione. Per i business locali, la geolocalizzazione è un elemento chiave di Instagram SEO.
Gli utenti possono:
- sfogliare i risultati nella sezione “Luoghi”
- creare o selezionare posizioni personalizzate
- cliccare sul tag di posizione per vedere altri contenuti della stessa area
- filtrare i contenuti della mappa per categoria e distanza, in modo simile a una ricerca locale.
Inserire la geolocalizzazione nei post, nei Reels e nelle Storie è fondamentale per aumentare la visibilità sul territorio, soprattutto per ristoranti, negozi, hotel, studi professionali e attività locali. In questo modo il profilo può essere scoperto da chi cerca contenuti o servizi proprio in quella zona.

4. Pubblicazione costante
La costanza è uno dei pilastri della crescita organica su Instagram: pubblicare regolarmente aiuta a mantenere vivo il rapporto con la community e a segnalare all’algoritmo che il profilo è attivo. Un calendario editoriale coerente permette di presidiare le keyword di interesse nel tempo, con contenuti aggiornati e rilevanti.
Instagram tende a favorire i contenuti freschi, che hanno maggiori possibilità di apparire nel feed, nella pagina Esplora e nei risultati di ricerca. I Reels, in particolare, godono di un boost di visibilità e rappresentano un formato molto potente per intercettare nuovi utenti.
Per capire quando pubblicare, è utile sfruttare gli Insights di Instagram, che mostrano i giorni e gli orari in cui il pubblico è più attivo. Analizzare questi dati e testarli nel tempo permette di affinare la strategia di pubblicazione in funzione delle performance reali.
5. Generare engagement
L’engagement è uno dei segnali più forti per l’algoritmo: like, commenti, salvataggi e condivisioni comunicano che un contenuto è rilevante e utile per le persone. Per questo, generare interazioni autentiche è centrale in qualsiasi strategia di Instagram SEO.
Alcune leve da utilizzare:
- invitare esplicitamente gli utenti a salvare il post (ad esempio per guide, checklist, tutorial)
- stimolare le condivisioni, creando contenuti che le persone sentano il desiderio di inoltrare o ripostare (caroselli educational, citazioni, mini guide)
- avviare conversazioni nei commenti e rispondere attivamente alle risposte ricevute, così da prolungare il dialogo e aumentare il numero di interazioni sotto il contenuto.
Queste azioni non migliorano solo il posizionamento, ma rafforzano anche la relazione con la community, rendendo il profilo più riconoscibile e autorevole nel tempo.
6. Usare l’Alt text
L’Alt text è un elemento fondamentale sia per l’accessibilità sia per la SEO, su web e su Instagram. Serve a descrivere le immagini alle persone ipovedenti e ad aiutare i sistemi automatici a comprendere il contenuto visivo.
Se non viene inserito manualmente, Instagram genera un Alt text automatico tramite intelligenza artificiale, ma questo spesso è generico o incompleto. Scrivere manualmente un testo alternativo accurato e ricco di parole chiave pertinenti aumenta le probabilità che l’immagine venga interpretata correttamente e posizionata per le ricerche giuste.
Un buon Alt text dovrebbe:
- descrivere in modo chiaro ciò che si vede nell’immagine (oggetti, persone, contesto)
- includere una o due keyword rilevanti coerenti con il tema del post
- evitare formule ridondanti come “immagine di…” e concentrarsi sulle informazioni realmente utili.
Oltre a migliorare la copertura all’interno di Instagram, un Alt text ben curato contribuisce alla visibilità anche su Google, che indicizza sempre più contenuti pubblici della piattaforma.

6 Errori da evitare
Per sfruttare al massimo la SEO su Instagram è importante anche sapere cosa non fare. Alcuni errori rischiano di compromettere la visibilità o la credibilità del profilo, anche in presenza di buoni contenuti.
- fare spam di keyword in bio o didascalie: ripetere la stessa parola chiave in modo innaturale può risultare fastidioso per gli utenti e poco efficace per l’algoritmo
- utilizzare hashtag generici o non pertinenti: riducono la qualità del traffico e possono far percepire il profilo come poco curato o “spammy”
- avere un profilo incompleto (senza bio, immagine profilo o link): limita la capacità dell’algoritmo di capire il settore e la proposta di valore
- ignorare i commenti: non rispondere alle interazioni significa perdere occasioni di engagement e relazione
- acquistare follower tramite bot: follower non reali o non interessati abbassano il tasso di engagement, con impatto negativo sulla distribuzione dei contenuti
- pubblicare contenuti di altri brand o persone senza valore aggiunto: il nuovo algoritmo premia l’originalità e tende a ridurre la visibilità dei contenuti duplicati.
Evitare queste pratiche permette di costruire una crescita più solida, sostenibile e coerente con le linee guida ufficiali della piattaforma.
Perché trasformare Instagram in un canale di ricerca strategico
Instagram non è più solo un social di intrattenimento, ma una piattaforma di ricerca in cui le persone cercano attivamente prodotti, servizi e ispirazioni da inserire nella propria vita quotidiana.
Ottimizzare profilo, bio, didascalie, hashtag, geolocalizzazione e Alt text, unito a una strategia di pubblicazione costante e orientata all’engagement, permette di ottenere un doppio beneficio: maggiore visibilità all’interno dell’app e una presenza più forte nell’ecosistema di ricerca nel suo complesso.
Oggi, infatti, i contenuti pubblici di Instagram non vivono più soltanto dentro la piattaforma: possono emergere anche su Google, che sempre più spesso indicizza post e Reels (ne parla IlPost qui), e persino nei risultati forniti dai nuovi modelli linguistici (LLM), che utilizzano contenuti online per generare risposte e suggerimenti. Avere contenuti ottimizzati, chiari e semanticamente coerenti diventa quindi fondamentale non solo per essere trovati su Instagram, ma anche per aumentare le probabilità di apparire nelle ricerche web tradizionali e nei sistemi di risposta avanzati.
In questo scenario, trasformare Instagram in un vero canale di ricerca significa ampliare la propria presenza digitale e farsi trovare dalle persone ovunque stiano cercando.










