Nel mondo della SEO si parla spesso di backlink come della leva più potente per scalare le SERP. Eppure esiste una strategia altrettanto efficace, e molto più controllabile, che troppo spesso viene trascurata: i link interni.
Un'architettura di internal linking ben progettata può fare la differenza tra una pagina che fatica a emergere e una che compare stabilmente tra i primi risultati di Google. Non solo: i link interni migliorano la navigazione degli utenti, distribuiscono l'autorità attraverso il sito e aiutano i motori di ricerca a capire quali contenuti sono davvero rilevanti.
L’obiettivo di questo articolo è quello di permetterti di costruire una rete di link interni che lavori per te 24 ore su 24, distribuendo PageRank, guidando i bot e convertendo il traffico nel modo più efficace possibile; per questo motivo partiremo dalla definizione tecnica, per poi analizzare i benefici misurabili, le strategie operative, gli strumenti professionali, gli errori da evitare e una sezione FAQ aggiornata sulle domande più frequenti.
Pronti?
Cosa sono i link interni e come funzionano
Un link interno è un collegamento ipertestuale che punta da una pagina di un sito a un'altra pagina dello stesso sito. A differenza dei backlink (che provengono da domini esterni) o dei link in uscita (che rimandano a siti terzi), i link interni connettono le risorse all'interno dello stesso dominio.
Perché è importante questa distinzione
Ciò che distingue un link interno dagli altri non è solo la struttura HTML, ma il fatto che il proprietario del sito ha il controllo completo su quando, dove e come posizionarlo. Mentre i backlink dipendono da terze parti (e possono essere persi in qualsiasi momento se il sito esterno chiude), i link interni restano sempre nelle tue mani. Questa è esattamente la loro forza principale: prevedibilità e controllo.
La struttura di linking interno definisce la mappa di navigazione semantica percepita dai motori di ricerca; gli algoritmi usano questa mappa per:
- identificare quali contenuti sono "importanti" (pagine con più link ricevuti = autorità maggiore)
- comprendere la correlazione tematica tra pagine (anchor text + contesto semantico)
- determinare il percorso di approfondimento consigliato agli utenti (breadcrumb, sezioni correlate)
Se ignori l'internal linking, comunichi a Google un messaggio debole su quali pagine meritano di rankare. Se lo sfrutti strategicamente, semplifichi il lavoro di Google e acceleri il posizionamento delle tue pagine ad alta priorità commerciale.
Tipi di link interni e il loro valore SEO
Non tutti i link interni hanno lo stesso peso. La posizione nella pagina, il contesto e gli attributi HTML determinano infatti l'efficacia di ogni collegamento. Secondo il Reasonable Surfer Model di Google il valore di un link dipende dalla probabilità che un utente reale ci clicchi.
Come funziona il modello?
Il Reasonable Surfer calcola questa probabilità considerando:
- posizione nella pagina: un link "above the fold" (visibile senza scrollare) ha una probabilità di clic molto più alta di un link nel footer
- dimensione e visibilità: un link in 14px è più cliccabile di un link in 10px
- anchor text: un anchor descrittivo ("Guida alla SEO tecnica") riceve più clic di uno generico ("qui")
- colore e stile: un link blu sottolineato è più riconoscibile di un link grigio
Applicato concretamente: un link interno nel corpo del testo (ad alta probabilità di clic) passa più PageRank di un link nel footer (bassa probabilità di clic). Per questo motivo, i link in-content
Dove possiamo trovare i link interni

Corpo del testo (in-content links): i più preziosi per la SEO, perché inseriti nel contesto semantico.
Sono il tipo più prezioso. Inseriti manualmente nel corpo degli articoli, sono circondati da un contesto ricco, intestazioni, paragrafi, immagini, che massimizza il segnale semantico verso la pagina di destinazione. La loro natura intenzionale li rende i più credibili agli occhi di Google.

Navigazione principale (menu): il sistema di link più influente per la gerarchia del sito
Comunicano a Google la gerarchia del sito e le pagine più importanti. Ogni link in navigazione appare su tutte le pagine del sito, generando un'enorme quantità di link interni passivi. Utilizza questa posizione con cura: riservarla alle pagine davvero strategiche amplifica il PageRank in modo significativo.

Breadcrumb: indicano la posizione gerarchica della pagina all'interno del sito
Fondamentali per siti e-commerce o blog con struttura gerarchica profonda. Aiutano l'utente a capire dove si trova nel sito e supportano il crawling. Una volta implementati nel template, si generano automaticamente su ogni nuova pagina, con un'efficienza operativa notevole.

Widget e sidebar: link correlati, articoli recenti, prodotti suggeriti
Comuni nei blog, sono utili per promuovere contenuti specifici. Una best practice efficace: creare una lista "I migliori articoli su [topic]" nella sidebar con anchor text ricchi di keyword per le pagine che vuoi far rankare.

Footer: utili per garantire accessibilità alle pagine istituzionali
Posizionati in fondo alla pagina, hanno meno peso in termini di PageRank ma restano importanti per la navigabilità. Utilizzali per pagine istituzionali: chi siamo, contatti, privacy policy, termini e condizioni.

Call to action e banner: collegamenti verso pagine di conversione o prodotto
Migliorano notevolmente la navigabilità dei contenuti lunghi e possono contribuire a ottenere i sitelink nei risultati di Google.

Struttura tecnica di un link interno
Un link interno ha questa struttura di base: Guida completa alla SEO per YouTube
Gli elementi chiave da ottimizzare sono tre:
- URL di destinazione: deve puntare a una pagina rilevante e indicizzabile
- anchor text: il testo cliccabile, uno dei segnali più importanti per comunicare il contesto a Google
- contesto circostante: il paragrafo, il titolo e l'immagine intorno al link aiutano Google a capire la relazione tra le due pagine
Attributi dei link: follow, nofollow e ugc
Per default, un link interno trasferisce autorità. Puoi modificare questo comportamento con gli attributi rel:
- rel="nofollow": comunica a Google di non seguire il link e di non trasferire PageRank. Raramente utile per i link interni.
- rel="ugc": indica contenuti generati dagli utenti (commenti, forum). Segnala a Google che non hai il controllo editoriale su quel link.
- rel="sponsored": per link che fanno parte di collaborazioni commerciali.
Qual è la differenza tra link interni ed esterni?
Un punto spesso sottovalutato: la distinzione tra link interni ed esterni non riguarda i domini, ma i siti web intesi come proprietà. Un link da dominio.com a blog.dominio.com è interno (stesso proprietario). Un link tra due blog su wordpress.com è esterno (proprietari diversi).
In sintesi:
- Link interno → stesso sito web (stessa proprietà, anche su sottodomini)
- Link esterno → siti web di terze parti
- Backlink → link esterno che punta al tuo sito (il tipo più ambito nella link building)
Ogni sito ben strutturato utilizza entrambe le tipologie. Ma mentre i backlink dipendono da altri, i link interni sono interamente nelle tue mani, ed è esattamente questa la loro forza.
Perché i link interni sono fondamentali per la SEO

L'impatto dei link interni sulla SEO si manifesta su quattro dimensioni distinte ma interconnesse tra di loro: comprenderle tutte è essenziale per costruire una strategia davvero efficace.
Crawlability e indicizzazione
I crawler di Google scoprono le pagine seguendo i link. Se una pagina non riceve link interni, il bot potrebbe non trovarla mai, oppure visitarla con frequenza molto ridotta. Ogni nuovo contenuto pubblicato dovrebbe ricevere almeno un link interno da una pagina già ben posizionata e correlata tematicamente.
Il crawl budget, ovvero la quota di risorse che Googlebot dedica alla scansione del tuo sito, viene utilizzata in modo più efficiente quando la struttura di linking è logica e priva di vicoli ciechi; pagine sepolte a 4-5 click di profondità dalla home ricevono meno attenzione dal crawler e, di conseguenza, vengono rivalutate meno frequentemente. I motori di ricerca scoprono i contenuti seguendo i link. Una pagina senza link in entrata, detta pagina orfana, è invisibile ai crawler e, di conseguenza, faticherà a posizionarsi nelle SERP. Più link interni puntano a una pagina, più è probabile che venga scoperta, scansionata e indicizzata regolarmente.
💡Regola pratica: ogni nuova pagina pubblicata dovrebbe ricevere almeno uno o due link interni contestuali entro 24-48 ore dalla pubblicazione.
Distribuzione del PageRank (link juice)
Ogni pagina ha un suo valore di autorità, derivato dai backlink ricevuti e dalla sua posizione nella struttura del sito. Attraverso i link interni, questo valore viene distribuito alle pagine collegate, aumentandone il potenziale di ranking.
Immaginiamo il PageRank come un flusso d'acqua: entra nel sito attraverso le pagine che ricevono più backlink (spesso la home o le pagine istituzionali) e scorre verso le pagine collegate tramite link interni. Una pagina senza link interni in ingresso non beneficia di questo flusso, indipendentemente dalla qualità del suo contenuto.
Il PageRank è ancora uno dei segnali di ranking più importanti di Google. Ogni pagina accumula autorità attraverso i link che la puntano, interni ed esterni. Con i link interni puoi ridistribuire strategicamente questo valore verso le pagine che vuoi spingere nei risultati di ricerca.
Contesto semantico e rilevanza topica
Google non si limita a contare i link: ne analizza il contesto. L'anchor text, il paragrafo circostante, i titoli precedenti e persino le immagini vicine contribuiscono a comunicare l'argomento della pagina di destinazione. Un link con anchor text "strategie di content marketing" inserito in un articolo sulla creazione di contenuti vale semanticamente molto di più di un link generico tipo "clicca qui".
User experience e dwell time
Il dwell time, il tempo che un utente trascorre su una pagina prima di tornare alle SERP, è considerato un segnale di soddisfazione dell'utente. Link interni ben posizionati incoraggiano la navigazione tra più pagine, aumentano il tempo medio sul sito e riducono la frequenza di rimbalzo: Google interpreta tutti questi segnali come conferma della qualità del contenuto.
Quali strategie di internal linking posso utilizzare per migliorare la mia SEO sul sito?
Ecco le tattiche più efficaci e le best practice che puoi implementare immediatamente. Alcune sono operative e immediate, altre richiedono pianificazione strutturale, ma tutte producono risultati misurabili.

Best practice sull'anchor text interno
- Varia gli anchor text per la stessa pagina di destinazione: un eccessivo utilizzo dello stesso testo esatto può sembrare artificioso a Google
- Sii descrittivo: evita anchor generici come "clicca qui", "leggi di più" o "questo articolo". Usa testi che descrivano chiaramente il contenuto collegato
- Mantieni la pertinenza contestuale: l'anchor text dovrebbe fluire naturalmente nel paragrafo in cui è inserito
- Limita il numero di link per pagina: non esiste un limite fisso, ma una pagina con decine di link interni diluisce il valore distribuito a ciascuno
Come costruire una strategia di internal linking?
Esegui un audit dei link interni esistenti
Utilizza strumenti come Screaming Frog, Ahrefs o Semrush per mappare tutti i link interni del sito. Screaming Frog è la scelta ideale per chi inizia (versione free fino a 500 URL), mentre Ahrefs è migliore per siti con migliaia di pagine.
In un nostro case study interno, il primo audit ha rivelato:
- 120 pagine orfane (senza link in ingresso)
- 34 catene di redirect che disperdevano il 40% del PageRank
- Navigazione principale con solo 6 pagine linkate, il 90% del sito era "invisibile"
L'obiettivo dell'audit non è solo identificare i problemi, ma capire il flusso attuale di PageRank e dove si sta disperdendo l'autorità.
Identifica le pagine prioritarie
Non tutte le pagine meritano lo stesso investimento di link equity. Stabilisci una gerarchia basata sulla priorità commerciale e sulla competitività della keyword:
- Tier 1 (massima priorità): pagine servizio, pagine prodotto con alto valore transazionale, landing page per keyword a volume elevato
- Tier 2: articoli pillar su topic di autorità (es. "SEO tecnica", "link building"), categorie principali
- Tier 3: articoli di approfondimento, pagine ausiliarie
Le pagine Tier 1 ricevono il doppio dei link rispetto a Tier 2. Tier 3 riceve link solo quando rilevante contestualmente.
Costruisci i cluster tematici
Raggruppa i contenuti per argomento. Per ogni cluster, identifica la pillar page e i contenuti satellite. Assicurati che ogni satellite si colleghi alla pillar e che la pillar si colleghi a ciascun satellite.
Ottimizza gli anchor text
Revisiona i link esistenti e sostituisci gli anchor generici con testi descrittivi che includano la keyword target della pagina di destinazione. Diversifica evitando la ripetizione ossessiva della stessa variante.
Linka i nuovi contenuti immediatamente
Ogni volta che pubblichi una nuova pagina o un nuovo articolo, aggiungi link interni da 2-3 contenuti correlati già esistenti. Non aspettare: i link in ingresso accelerano l'indicizzazione e comunicano subito l'importanza del nuovo contenuto.
Monitora e itera nel tempo
L'internal linking non è un'azione una tantum. Ogni 3-6 mesi riesegui l'audit per individuare link rotti, nuove opportunità di collegamento e pagine che potrebbero ricevere ulteriore autorità.
Linka solo dove hai valore da aggiungere
Il principio fondamentale: aggiungi un link interno solo se aiuta davvero il lettore. Se menzioni un concetto su cui hai già scritto, linkalo. Se citi un prodotto o servizio, punta a quella pagina. La naturale utilità per l'utente è anche il miglior segnale per Google. Non aggiungere link per il gusto di aggiungerli.
Ottimizza l'anchor text con keyword pertinenti
A differenza dei backlink, dove un anchor text eccessivamente ottimizzato può causare penalizzazioni, per i link interni puoi e devi usare anchor text ricchi di keyword. Google stesso consiglia di usare termini descrittivi che spieghino di cosa tratta la pagina di destinazione. Varia comunque gli anchor per arricchire il profilo semantico.
Inserisci link importanti nella parte alta della pagina
I link posizionati nella parte superiore della pagina hanno più probabilità di essere cliccati, e il Reasonable Surfer Model di Google attribuisce loro più valore. Inoltre, un link "above the fold" cattura l'attenzione dell'utente subito, riducendo il bounce rate e aumentando il dwell time già nei primi secondi.
Usa sempre link dofollow
I link interni devono essere dofollow per garantire il flusso di PageRank. Usare nofollow internamente significa dichiarare a Google di non fidarsi dei propri contenuti, un segnale controproducente. L'unica eccezione: pagine che non vuoi far indicizzare (login, carrello, ecc.).
Sfrutta l'autorità della Homepage
La homepage è la pagina più autorevole del tuo sito: ha il maggior numero di backlink e riceve link interni da ogni altra pagina. Usa questa autorità strategicamente: inserisci un blocco "Articoli consigliati" o "Approfondimenti" che colleghi ai contenuti che vuoi spingere nel ranking.
Usa l'operatore "site:" per trovare opportunità
Per ogni nuovo contenuto pubblicato, cerca su Google: site:tuodominio.com "parola-chiave-correlata"; il motore di ricerca restituirà tutte le pagine indicizzate del tuo sito che menzionano quella keyword. Scorri i risultati e inserisci link dove ha senso. Ripeti con varianti semantiche per massimizzare le opportunità.
Un anchor text unico per ogni pagina target
Non usare lo stesso anchor text per due pagine diverse: confonderesti Google su quale delle due dovrebbe rankare per quella keyword. Assegna a ogni pagina strategica un set di anchor text unici e non sovrapposti.
Regola del primo link (First Link Priority)
Quando una stessa destinazione è linkata più volte sulla stessa pagina, Google considera principalmente l'anchor text del primo link che incontra durante la scansione. Se la tua navigazione contiene un link alla pagina X, quell'anchor text "conta" per quella pagina su tutte le altre pagine del sito. Ottimizzalo di conseguenza.
Non automatizzare l'internal linking
Plugin e tool automatici rischiano di generare link non strategici e sovra-ottimizzati. L'efficacia dell'internal linking richiede ragionamento: sapere quale pagina ha bisogno di link juice, da quale pagina autorevole linkarla e con quale anchor text. Nessun algoritmo può farlo con la stessa qualità di una revisione manuale consapevole.
Rispetta il limite di 100 link per pagina
Google ha indicato che oltre circa 100 link per pagina potrebbe non seguirli tutti. Oltre questa soglia il PageRank si diluisce e i link perdono efficacia. Monitora il numero di link totali per pagina (navigazione + corpo + footer + sidebar) e mantieniti sotto questa soglia.
Collega le pagine con più traffico a quelle con più conversioni
In Google Analytics, individua le pagine con più sessioni (traffic champions) e quelle con il tasso di conversione più alto (conversion champions). Inserisci link strategici con una CTA coinvolgente dalle prime alle seconde: il traffico organico si trasforma in lead o vendite.
Elimina le pagine orfane
Utilizza strumenti di crawling (Screaming Frog, Sitebulb) per identificare le pagine senza link interni in entrata. Ogni pagina orfana è una pagina che fatica a essere indicizzata e che non riceve PageRank. Integra queste pagine nella rete di link del sito.
Aggiorna i vecchi contenuti con nuovi link
Ogni volta che pubblichi un nuovo articolo, torna sui contenuti esistenti e inserisci link verso il nuovo post. Il tuo archivio è una miniera di opportunità di linking. Programma revisioni periodiche trimestrali del backlog dei contenuti solo per questo scopo.
Strumenti SEO per gestire i link interni
La gestione professionale dei link interni richiede strumenti adeguati; qui una rapida carrellata di quelli più utilizzati, organizzati per categoria.
Crawler e Auditing
- Screaming Frog SEO Spider: lo strumento di crawling più diffuso. Identifica le pagine orfane, visualizza la struttura di linking, analizza la profondità delle pagine (quanti clic dalla homepage), rileva redirect chain e broken link interni. La versione free analizza fino a 500 URL
- Sitebulb: alternativa a Screaming Frog con visualizzazioni avanzate e report dettagliati sulla struttura interna del sito. Particolarmente apprezzato per i progetti enterprise
- Google Search Console: gratuita e direttamente integrato con i dati di Google. Ottimo punto di partenza per qualsiasi audit
Suite SEO Complete
- Ahrefs: il report "Best by Links" identifica le power page del sito. La funzione "Internal Link Opportunities" suggerisce automaticamente dove aggiungere link. Ideale per siti grandi
- Semrush: il suo site audit include una sezione dedicata all'internal linking con metriche su distribuzione del link juice, pagine orfane e opportunità di miglioramento
- Moz Pro: l'analisi dei link interni è integrata nel Site Crawl. Evidenzia le pagine con scarsa link equity e propone interventi prioritari
Plugin CMS
- Yoast SEO (WordPress): include suggerimenti di link interni basati sul contenuto dell'articolo in fase di scrittura. Pratico per chi gestisce blog con molti contenuti
- Link Whisper (WordPress): plugin dedicato all'internal linking. Suggerisce automaticamente opportunità di link mentre si scrive, con la possibilità di inserirli con un clic
- RankMath (WordPress): suite SEO completa con funzionalità di suggerimento link simili a Yoast, ma con interfaccia più moderna e più opzioni di configurazione avanzata
Visualizzazione della struttura
- Dynomapper: genera mappe visive del sito che rendono immediatamente comprensibile la struttura di linking e la profondità delle pagine
- Ryte (ex OnPage.org): ottimo per l'analisi della struttura interna con focus su UX e qualità tecnica
Errori comuni da evitare nell'internal linking
Anche con le migliori intenzioni, è facile commettere errori che riducono l'efficacia dei link interni o, nei casi peggiori, danneggiano il posizionamento. Eccoli elencati con il relativo “antidoto”.

Errori da evitare assolutamente
- Pagine orfane: pagine senza link interni in entrata. Soluzione: audit periodico con Screaming Frog + integrazione nella rete di link
- Anchor text generici: "clicca qui", "scopri di più", "leggi l'articolo". Soluzione: usa sempre anchor text descrittivi e keyword-rich
- Stesso anchor text per pagine diverse: genera confusione a Google. Soluzione: assegna anchor text unici a ogni pagina target
- Troppi link per pagina (oltre 100): diluisce il PageRank. Soluzione: monitora regolarmente e rimuovi link non essenziali
- Link nofollow interni: blocca il flusso di PageRank. Soluzione: usa nofollow solo per pagine che non devono essere indicizzate
- Link rotti (broken internal link): danneggiano la UX e la scansione. Soluzione: audit mensile con crawler per rilevare e correggere 404 interni
- Automazione indiscriminata: plugin mal configurati che generano centinaia di link esatti in secondi. Soluzione: aggiungi link manualmente o supervisiona attentamente ogni suggerimento automatico
- Struttura a silos troppo rigida: impedisce la distribuzione del PageRank tra le sezioni. Soluzione: prevedi cross-link strategici tra topic cluster correlati
Le domande più comuni sull'Internal Linking
Quanti link interni dovrei avere per pagina?
Non esiste un numero universalmente corretto, ma Google ha indicato che oltre circa 100 link per pagina potrebbe non seguirli tutti. Una buona pratica è mantenere il totale dei link (navigazione + corpo + sidebar + footer) sotto questa soglia. Per gli articoli del blog, 3-10 link contestuali nel corpo sono generalmente considerati un buon equilibrio tra utilità per l'utente e SEO.
I link interni contano quanto i backlink?
I backlink da siti autorevoli hanno generalmente più peso nel determinare il ranking complessivo del sito. Tuttavia, i link interni sono fondamentali per distribuire l'autorità che il sito già possiede e per ottimizzare quali pagine emergono per quali keyword. Sono complementari, non alternativi: un sito con tanti backlink ma link interni mal gestiti spreca una parte del suo potenziale.
Cosa si intende per "pagina orfana" e perché è un problema SEO?
Una pagina orfana è una pagina che non riceve nessun link interno da altre pagine del sito. È un problema SEO per due ragioni principali:
- Il crawler di Google potrebbe non trovarla mai, o visitarla raramente, compromettendo l'indicizzazione.
- Non riceve nessun flusso di PageRank interno, il che riduce drasticamente le sue possibilità di posizionamento, anche se il contenuto è di qualità.
La soluzione è identificare le pagine orfane tramite un audit (strumenti come Screaming Frog o Ahrefs) e aggiungere link contestuali da pagine correlate già indicizzate.
Come faccio a trovare le pagine orfane del mio sito?
Il metodo più affidabile è eseguire un crawl completo con Screaming Frog o Sitebulb e confrontare le URL scansionate con la sitemap XML. Le pagine presenti nella sitemap ma non raggiungibili tramite link sono le pagine orfane. Google Search Console (report "Pagine") può aiutare a identificare pagine indicizzate ma con zero link in entrata.
L'anchor text dei link interni influenza il ranking?
Sì, significativamente. Google usa l'anchor text dei link interni per capire il contenuto della pagina di destinazione e per quali keyword dovrebbe competere. A differenza dei backlink, dove un'eccessiva ottimizzazione può sembrare spam, per i link interni Google raccomanda esplicitamente di usare testo descrittivo e pertinente. Approfitta di questa libertà.
Dovrei usare link aperti in nuova finestra (target="_blank")?
Per i link interni, la risposta è generalmente no. Aprire una pagina dello stesso sito in una nuova scheda interrompe il flusso di navigazione naturale, può aumentare il numero totale di schede aperte e non migliora la UX. Riserva il target="_blank" ai link esterni, dove l'utente lascia effettivamente il tuo sito.
I link nel footer e nella navigazione contano per la SEO?
Sì, ma con peso diverso. I link nella navigazione principale appaiono su ogni pagina del sito e passano molto PageRank alle pagine collegate, ma hanno meno contesto semantico rispetto ai link nel corpo del testo. I link nel footer hanno meno peso in termini di PageRank (sono in fondo alla pagina) ma restano utili per la navigabilità e per le pagine istituzionali.
Cosa sono i topic cluster e come si collegano all'internal linking?
I topic cluster sono gruppi di contenuti tematicamente correlati strutturati attorno a una pillar page centrale. La pillar copre l'argomento in modo ampio; le pagine cluster approfondiscono i sotto-argomenti specifici. Tutte sono intercollegate tramite link interni bidirezionali. Questa struttura crea hub tematici che Google interpreta come segnale di autorità topica, uno dei fattori SEO sempre più rilevanti.
Come monitoro l'efficacia della mia strategia di link interni?
Le metriche principali da seguire sono: (1) profondità media delle pagine (quanti clic dalla homepage, idealmente max 3-4 per le pagine importanti); (2) numero di pagine orfane (dovrebbe tendere a zero); (3) distribuzione del PageRank interno (Ahrefs/Semrush); (4) variazioni di ranking delle pagine target dopo interventi di internal linking. Monitora ogni 30-60 giorni.
Quando è opportuno usare il nofollow su un link interno?
Raramente. Il nofollow interno ha senso solo per pagine che esplicitamente non vuoi vengano scansionate o considerate da Google: pagine di login, carrello, ricerca interna, pagine di ringraziamento post-conversione. Per tutti gli altri link interni, il dofollow è la scelta corretta.
Devo usare il nofollow sui link interni?
In quasi tutti i casi, no. L'utilizzo del rel="nofollow" sui link interni interrompe artificialmente il flusso di PageRank verso quella pagina, riducendo l'efficacia della tua strategia di internal linking. Gli unici casi in cui potrebbe avere senso sono: link verso pagine di login, pagine di ricerca interna, o contenuti generati da utenti non moderati. Per tutto il resto, lascia i link interni senza attributo nofollow.
I redirect interni influenzano il PageRank?
I redirect 301 (permanenti) trasferiscono la maggior parte del PageRank (Google stima circa il 99%). I redirect 302 (temporanei) possono bloccare il flusso di link equity. In ogni caso, è sempre preferibile puntare direttamente all'URL finale: ogni hop aggiuntivo introduce latenza e una piccola perdita di autorità. Usa i crawler per identificare e risolvere le catene di redirect.
L’internal linking è complesso? Lascia che un esperto lo gestisca per te.
I link interni sono uno degli aspetti della SEO dove il rapporto sforzo/beneficio è tra i più favorevoli. Non richiedono budget, non dipendono da terze parti e producono risultati che si accumulano nel tempo.
Se sei all'inizio, inizia con tre azioni concrete:
- Esegui un crawl del tuo sito con Screaming Frog per identificare pagine orfane e broken link interni
- Identifica le tue 5 pagine più autorevoli con Ahrefs o Google Search Console
- Usa l'operatore site: per trovare opportunità di linking verso i tuoi contenuti più recenti
Se invece gestisci un sito con molte pagine o vuoi costruire una strategia strutturata di topic cluster, un audit professionale dell'internal linking può rivelare opportunità di crescita del traffico organico che non avresti mai immaginato.
In Moca abbiamo sviluppato un framework proprietario per mappare e ottimizzare la struttura interna di siti complessi in 4-6 settimane.
Che ne dici di fare due parole?










